A noi ci ha rovinato Carmencita…

E che nessuno si chieda più perché adesso anche le sessantenni chiedono il divorzio o se ne vanno di casa sbattendo la porta. Perché siamo cresciute con dei modelli di coppia assolutamente improbabili, ecco perché.

Perché all’epoca in cui eravamo costrette ad andare a dormire subito dopo Carosello il nostro riferimento per i rapporti di coppia erano Caballero e Carmencita, cioè il macho latino dal baffo che conquista e la bella che quando si sentiva dire frasi stucchevoli del tipo “io già l’amo alla follia, si licenzi e venga via” andava in brodo di giuggiole, mollava baracche e burattini, saliva sul cavallo bianco e andava a fargli il caffè per il resto della vita. La sfiga vuole che quando sono comparse le macchinette e George Clooney molte ormai erano avanti con gli anni e hanno sprecato una vita a fare le moka.

Poi siamo cresciute, ed è venuto il momento di andare all’edicola a comprare i fumetti “proibiti”, che nascondevamo sotto il materasso. Naturalmente la nostra eroina era Eva Kant, che nel fisico ricordava le Barbie con cui giocavamo ancora e nello chignon impeccabile la Grace Kelly che sbirciavamo sulle riviste di mamma. Diabolik comincia a tenerla in qualche considerazione soltanto quando lei gli dimostra che è capace di mettere a segno dei colpi redditizi e a distrarre l’ispettore Ginko facendogliela vedere ma non toccare (cosa resa difficile anche dalla calzamaglia in un pezzo unico). Per il resto deve tenere in ordine la caverna e portare la Jaguar a fare il tagliando. Da tutta questa storia delle maschere abbiamo anche capito l’importanza del peeling e, più tardi, del “ritocchino”.

Andando avanti negli anni ci siamo imbattute in Serge Gainsbourg e Jane Birkin, di cui ascoltavamo ovviamente di nascosto (in fondo la nostra è stata una maturazione della sessualità che si è svolta  molto “alla macchia”) Je t’aime mi non plus. Lui l’aveva scritta per  Brigitte Bardot, che gli aveva calato il due di picche ma dato che non si butta via niente, l’ha riciclata con la povera Jane la quale, da brava professionista, si adattò al cambio senza dire beh e, sospirando con la giusta intensità e ritmo, lo rese ricco e famoso.

Sulla sponda opposta della Manica John Lennon e Joko Ono rappresentavano la coppia che faceva tutto sotto gli occhi di tutti e questo, dopo anni di cose nascoste che non si fanno o almeno non si dicono, ci spiazzava un po’. E comunque nessuna mai al mondo avrebbe voluto  assomigliare a Yoko Ono, per tutti e per sempre “quella che ha fatto dividere i Beatles”, cioè la stronza per antonomasia e pure antipatica, oltre che giapponese prima che il Giappone diventasse trendy e tutti andassero matti per il sushi. Personalmente io ho sempre apprezzato di più Paul McCartney, che sembrava un bravo ragazzo , ma che in definitiva di mogli ne ha “macinate” tre.

Le fan della melodia Italiana si ispiravano a Celentano e Claudia Mori, prototipo della coppia nostrana: lui che fa il capo del Clan e lei che un giorno è l’amante rompiballe di “Buonasera dottore” e l’altro la suffragetta delle lenzuola che intima “chi non lavora non fa l’amore”. Ma che fosse lei quella decisa a mettere a segno il colpo della vita lo si era capito quando se lo era sposato nonostante lui fosse fidanzato con  Milena Cantù la “ragazza del Clan” mentre Don Backy e Fausto Leali stavano a guardare senza muovere un dito, tipico esempio di maschi che lasciano che le donne si scannino tra loro.

Romina inseguiva Al Bano tra gli ulivi di Cellino San Marco, abbandonando il dorato mondo di Hollywood a dimostrazione del fatto che quando si tratta di andare il più lontano possibile dalla propria madre le donne sono disposte  a fare le peggio cose, come guidare il trattore  e  cantare “Felicità” in russo.

John Travolta e Olivia Newton John in Grease erano chiaramente due che c’entravano tra loro come i cavoli a merenda:  dopo l’estate e il ballo della scuola era chiaro che si sarebbero lasciati presto perché lui si sarebbe rifiutato di mettersi una giacca per andare a cena dai genitori di lei.

Altro modello da evitare come la peste quello di Lady Di + Carlo + Camilla: il classico triangolo istituzionale. Quello che manda in paranoia ogni organizzatore di eventi, dalla cena placé in casa al varo della portaerei perchè non si sa mai come sistemarli nei posti a tavola. E non credete che riguardi solo le teste coronate,  i “terzetti semiufficiali” sono molto più frequenti di quanto si creda….

Con degli esempi così non ci si deve stupire se siamo riuscite ad arrivare fino a qui con il materiale che avevamo. Abbiamo messo a dura prova i nostri sogni, abbiamo tirato fuori le palle e ci siamo inventate una vita a due, dimostrando spesso non solo molta tenacia ma anche una grande creatività.

E se una poi proprio non ce la fa più e manda tutto affanculo una volta che i figli son cresciuti beh,  può sempre dare la colpa a Carmencita….

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