“Sciurando” la risposta milanese a “Madamando”: ma i terrazzi in fiore sono più belli a Milano o a Torino?

Dalla nostra corrsipondente dal “pianeta sciure” Luisella Molina ecco un reportage sulle terrazze milanesi 

Ci siamo!!!Orticola arriva a Milano.

Ormai, per le Sciure un appuntamento mondano immancabile, quasi più atteso della Prima della Scala.

Come per la Prima della Scala, le mise da provetta giardiniera, con sgargianti colori primaverili e con quell’understatement così meneghino, toccano picchi notevoli, soprattutto se brilla il sole e si possono sfoggiare graziosi cappellini da far invidia, alle concorrenti Sciure e Madame di Ascot…

E sì, nulla sembrerebbe più “sciurile” che poter scovare l’ultima chicca petalosa, quella da far crepare d’invidia la dirimpettaia terrazzaiola.

Ma andiamo per ordine. All’ombra della Madonnina esistono vari gradi di amore (e odio) per il verde.

Si va dalle piante finte e impolverate delle portinerie alle portinerie con piante vere e un amorevole portinaio che se ne prende cura, dai giardini condominiali – spesso di pochi metri quadrati con piante striminzite e con costi di manutenzione esorbitanti – agli architetti che, come risvegliati da chissà quale incubo verde con conseguente senso di colpa, producono dei condomìni-boschi e per giunta verticali. E ancora da progetti di riqualificazione urbana in cui, invece di spostare di un metro il tracciato di una pista ciclabile, si prevedere di tagliare una maestosa magnolia a minuscole piantine difese strenuamente su davanzali dove non arriverà mai un raggio di sole, da parchi di cui non sempre si preserva il decoro ad aiuole spartitraffico affidate allo sponsor di turno, dal propagandistico similbosco piantato in Piazza Duomo a balconi spesso riempiti di sedum, che per fortuna non muore mai… e infine da glicini centenari che a inizio Novecento si piantavano con lungimiranza quando finiva un cantiere e che si arrampicano ancora oggi sempre più in alto, sino ad arrivare al tanto ambito balcone e anzi, in upgrade, al ricercato terrazzo strabordante di verde.

Sì il terrazzo: quanto è piacevole il poter godere di un bel terrazzo a Milano!

Approfonditi studi comportamentali di una rinomata Università cittadina hanno confermato che la tendenza abbia avuto un impulso negli anni Settanta quando, per un moto di invidia nei confronti delle “Sore” e delle loro magnifiche terrazze romane, le Sciure sfidarono caparbiamente la natura costringendo piante mediterranee ad acclimatarsi in città quando ancora esisteva il freddo vero e il nebiùn. Ormai le raccolte di arance e limoni, come anche i poveri ulivi emigrati dalla Puglia, con conseguente raccolta di olive e degustazione del risultato della fresca spremitura in novembrini  terrazza-party, sono la normalità.

Ma torniamo alla Sciura milanese, eletta proprietaria di questo ambito bene che, in base alle riviste di settore, si troverebbe a dover affrontare una serie di problemi essenziali come:

1) studio scientifico per valutare l’orientamento e l’esposizione del terrazzo per la scelta appropriata delle piante;

2) scelta dell’impianto d’irrigazione di ultima generazione con conseguenti complicatissimi calcoli per trovare il giusto gocciolamento (per questi primi due step viene generalmente consigliata una consulenza del Politecnico);

3) scelta del colore delle piante in base alle indicazioni dello stilista di grido (per il 2016 il riferimento sono le nuance della collezione floreale di due noti stilisti milanesi);

4) studio sulla turnazione delle fioriture, impresa complicatissima poiché va coordinata con i cambi di guardaroba;

5) ricerca del vivaio di fiducia di settore che va dalla storica impresa milanese, al solido vivaio pistoiese, dal raffinato vivaio di rose antiche toscano al supermercato sotto casa (perché per una vera Sciura un tocco di low profile è sempre d’obbligo, Kate docet);

6) scelta dell’arredamento con la sdraio massaggiante in pole position.

Ma in realtà il passo decisivo per il problema terrazzo è solo uno: trovare il giardiniere di fiducia. Il giardiniere di fiducia, anche detto il Carlo o l’Ambrogio, ha ormai superato nella scala d’indispensabilità il nutrizionista, l’hair stylist e il personal shopper messi insieme. La scelta del guru del verde avviene rigidamente in base al passaparola tra amiche in graduatorie che tengono soprattutto conto del desiderio di soddisfare la ricerca di… semplicità…

Il Carlo o l’Ambrogio, generalmente pensionati e dotati di una gran dose di buon senso (va notato come una loro consulenza sfiori il prezzo di una Loboutin costringendo le Sciure a amletiche scelte), aiutano a tenere i piedi per terra (scendendo letteralmente dal tacco 12 della Loboutin di cui sopra) e a riportare i problemi a semplici soluzioni (“troppo sole”, “poca acqua”, “poco riparo”, “ci vuole il terriccio per le acidofile” etc…).

Questi moderni epigoni di Chance il giardiniere del film “Oltre il giardino”, nonostante la tendenza alla ricerca della chicca petalosa, fanno sí che sui balconi e i terrazzi di Milano facciano ancora orgogliosamente mostra di sé l’edera, i gerani, gli oleandri, il profumato gelsomino, la sassifraga, le camelie, le begoniette, la photinia, il ligustro, il biancospino etc., a dimostrare che la semplicità, come sempre e come ogni vera Sciura, Madama o Sora che sia ben sa, rimane sempre la cosa più chic.

 

Nella foto, alcune signore milanesi all’annuale party di inaugurazione di Orticola.

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