Er Monnezza

Non siamo certo tutte quante fissate con i problemi ecologici e ambientali e ci ricordiamo ancora quando la spazzatura finiva tutta insieme oltre uno sportello sul balcone della cucina, spesso senza nemmeno il sacchetto, ma non possiamo nasconderci che il rapporto con la monnezza è uno tra quelli più critici tra le mura domestiche.

Sarà un’ impressione, ma potremmo giurare che gli uomini producono una quantità esagerata di immondizia. Forse sarà perchè una vera signora non genera spazzatura ma solo qualche salvietta struccante sporca di mascara, ma se ci fate caso la quantità di rifiuti prodotta dai maschi conviventi a volte è sparsa su una tale estensione di spazio da far sembrare qualunque appartamento un servizio del TG  sullo  sciopero degli operatori ecologici di Napoli o sulla questione politica dei traboccanti cassonetti romani.

Un uomo produce immondizia fin dal momento in cui varca la soglia di casa. Quando una donna entra con la spesa, dopo aver riposto il contenuto dei sacchetti nel frigorifero e a meno che non si tratti del tipo di ultima generazione che si autodistruggono nel tragitto tra il supermercto e l’ascensore, li deposita semplicemente arrotolati o pignolescamente ripiegati  sotto il lavello della cucina, luogo riservato alla collezione casalinga di shopper ad uso raccolta di spazzatura..
Un uomo no. Lui separa il contenuto dal sacchetto usando contemporaneamente entrambe le mani: con la sinistra afferra il contenuto e con la destra strappa via la borsa e la lascia cadere lì, esattamente sotto la sua mano. Se il contenuto viene utilizzato o consumato subito la confezione o il recipiente vengono abbandonati sur place. La bottiglia di birra vuota resta a fianco del divano, lo shampoo sul bordo del lavandino e non nel box doccia  dove giace, in terra, quello ormai terminato e la scatola delle nuove scarpe da running sul tavolo del salotto, dopo che il contenuto è stato trasferito nella borsa della palestra.

In cucina anche le cuoche meno capaci provvedono a eliminare immediatamente scatolame, bucce, gusci e incarti , suddividendoli nelle apposite aree mentre i provetti chef  ammucchiano tutti insieme scarti e rifiuti, in modo che occorra un successivo passaggio per la separazione, compito che naturalmente non considerano complementare alla realizzazione del piatto.  Gli uomini che cucinano lo fanno a volte molto bene ma sul fronte della pulizia a posteriori cadono dalle nuvole, ritenendo che  la preparazione anche di un semplice arrosto li esenti dal gettare la carta della macelleria, e quei pochi che buttano tutto quanto insieme nel secchio non si preoccupano che il sacchetto sia già strapieno e sul fondo si sia accumulato uno strato di liquido maleodorante che noi, le solite fissate con questi insignificanti dettagli e del tutto insensibili alla loro prestazione da Masterchef bla bla bla, provvederemo a pulire.

Superato lo scoglio del recupero, che ognuna gestisce secondo coscienza e pazienza, passando dalle minacce verbali al rassegnato “faccio io che faccio prima”, si tratta di far assimilare i concetti base della raccolta differenziata, soprattutto in presenza di figli a cui abbiamo insegnato a buttare le loro cose nei bidoncini di differenti colori comprati all’Ikea.

Le abbiamo tentate tutte, cominciando dai passi fondamentali, tipo che le bottiglie di plastica devono essere accartocciate, che il tappo del vasetto di marmellata, di alluminio, va da una parte e il vetro dall’altra previo lavaggio, che le riviste pubblicitarie devono essere buttate nella raccolta carta solo dopo la liberazione dall’involucro in plastica…ma niente. Nemmeno appiccicare il volantino fornito dall’azienda municipalizzata facilitato da figure e elenco alfabetico dei rifiuti  è servito a squarciare il velo di indifferenza sulla differenziata che sembra essere una caratteristica del maschio medio di mezz’età.

Ovviamente i sacchi, finalmente e laboriosamente composti resteranno accanto alla porta a impestare l’aria per mezza giornata perché “Er Monnezza” deve uscire di corsa per andare al lavoro e non ha tempo, è appena rientrato in casa e non ha voglia, oppure sta per cominciare la partita in tv ma figurati se scendo, e nemmeno nell’intervallo ché ci sono gli highlights del primo tempo.

E noi donne emancipate, reduci dalle medesime mansioni a cui abbiamo preteso di accedere con pari diritti e doveri, scendiamo verso l’area ecologica più vicina, consce che è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo, e influenzate dai polizieschi in TV siamo certe che il giorno che in quei sacchetti trasporteremo  un cadavere fatto a pezzi, sapremo differenziarne perfettamente i resti, in modo che nessun detective della omicidi potrà trovare le prove per accusarci di nulla.

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