Dialogo di una madama con se stessa nel giorno del suo compleanno

Buon Compleanno.
– Anche a te. Sono cinquantacinque,eh…
– Certo, se mezzetà deve essere,che lo sia con tutti i crismi.
– A voler essere ottimiste. Perchè se questa è la mezzetà dovresti vivere fino a 110 anni e sai cheppalle.
– Magari non è male.
– Parlavo di palle per gli altri. Tu no, tu ti diverti di sicuro, ieri sera hai pure tirato fuori l’argenteria e la tovaglia della nonna per la cena con gli amici.
– E’ la conseguenza di Downton Abbey: mi sono sentita molto Lady Cora e  un po’ di scena fa bene alla qualità della vita, no? E poi non è che ogni momento sono lì a tirare fuori dai cassetti  tutto l’armamentario da pulire, lucidare, stirare e riporre di nuovo in attesa della prossima occasione, soprattutto perchè mi manca il maggiordomo, non so se mi spiego. Poi, insomma, mica tanto sfarzo: i piatti sono quelli di tutti i giorni, regalo di nozze.
– Però! Sono durati più del matrimonio.
– Forse li avrò trattati con maggiore cura: che i piatti si rompano lo so da sempre, che si rompano i matrimoni l’ho imparato dopo.Il matrimonio è andato e i piatti sono salvi: forse perchè non eravamo i tipi da tirarceli dietro.
– Beh, ma di cocci ce ne sono stati, me li ricordo bene.
– Certo, e li ho raccolti tutti, non li ho nascosti sotto il tappeto. L’importante è non piangersi addosso e trovare un appiglio da cui ripartire.
– Sentila, la campionessa del pensiero positivo...
– Fare la lagna non serve a niente.
– Lo dici tu, qualcuna ci ha costruito su un’esistenza e non se la passa male.
– Io sto meglio con i miei piccoli disastri alle spalle: altrimenti cosa avrei da raccontare? Una vita piena solo di momenti felici non sarebbe nemmeno tanto divertente. Le cose un po’ difficili da fare danno più soddisfazione, quando le ottieni.
– Se ci riesci.
– Finora ce l’ho fatta-sono un capricorno testardo e concreto e miro al risultato-e se non ci sono riuscita è perchè ho fatto degli errori, inutile negarlo. Ma la colonna dei “più” è in netto vantaggio.
– Hai avuto culo.
– No, mi sto impegnando da una vita per raggiungere l’equilibrio, l’autostima e alcune certezze. Magari questo è il momento buono, quello in cui si comincia a capire qualcosa. Intendo dire, dopo che sei andata avanti per anni a tentativi e prima di iniziare la discesa verso il rincoglionimento. Cosa ne pensi?
– Scordatelo, questa è solo l’età in cui a tutto il resto si aggiunge la menopausa, ti gonfi come una zampogna, dormi male, vegono le scalmane, mandi tutti affanculo ogni tre per due e aumentano le rughe. E a  proposito di rughe, sarebbe il caso di fare qualcosa, non credi? Non è che con gli anni sei migliorata, anche se ti dai da “fare per fermare il declino”, con tutta la tua palestra e le corse al parco.
– Odio quando fai la disfattista a tutti i costi. Le rughe non sono altro che un effetto collaterale, assolutamente trascurabile e sul lungo periodo i rimedi drastici danno dei risultati discutibili. Sai che ti dico? Mi tengo le rughe e se proprio devo fare qualcosa rifaccio le tende, almeno l’effetto finale è facilmente immaginabile e più duraturo.
– Sei senza speranza. E poi quest’anno, con ‘sta storia del blog: che cosa ti è venuto in mente?
– Beh, è carino,no? e pare che piaccia. Ho imparato a fare qualcosa di nuovo e divertente.
– Seee, e  magari fra poco cominci anche a twittare, come Matteo Renzi che compie gli anni il tuo stesso giorno?
– Perchè no?  Mai porre limiti alla volontà e alla fantasia (prima una e poi l’altra, o viceversa) . Sono solo a metà strada e sono in ottima compagnia. Sarebbe sciocco sprecare tutto questo ben di Dio di esperienza, storie , amici, followers, madame, famiglia, annessi e connessi. Facciamo così: ti do appuntamento l’anno prossimo – stesso posto stessa ora – per vedere come è andata. Nel frattempo ti regalo un hastag:

#francistaiserena

 

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