Cinepanettone per romantiche (inguaribili e no)

Se c’è un periodo dell’anno in cui anche le più ciniche e disincantate scoprono che un po’ di romanticismo beh, ci vorrebbe proprio…quel periodo è Natale.

Se c’è un modo con cui anche le più ciniche e disincantate riescono a inocularsi un po’ di romanticismo terapeutico, quel modo è rivedere  Love actually – L’amore davvero ( Emma Thompson, Hugh Grant, Liam Neeson, Keira Knightley, Colin Firth, Alan Rickman….)

Dal 2003 è in altissima posizione nella classifica dei film natalizi più visti da chi è cresciuta, Natale dopo Natale, davanti a Miracolo sulla 34ᶺ strada e Una poltrona per due. Perché ve lo possiamo confermare:  esistono film di Natale che non prevedono Christian De Sica e Massimo Boldi tra i protagonisti.

Insieme a L’amore non va in vacanza (Gwyneth Paltrow, Jude Law, Kate Winslet e Hugh Grant di nuovo) Love actually è il  perfetto film “copertina e tisana”. Per guardare questo film con la giusta disposizione d’animo è necessario dotarsi di tutto l’armamentario natalizio disponibile e cioè: divano, plaid, tazza con infuso fumante di verbena (in alternativa va benissimo la cioccolata calda, mentre in caso di raffreddore si può usare l’aspirina effervescente) e candele al profumo di cannella sparse un po’ ovunque.

Non bisogna dimenticare  qualsiasi gadget natalizio in vendita da IKEA o TIGER su cui siamo riuscite a mettere le mani, dalle lucine sul davanzale in forma di abete ai cerchietti per capelli che sembrano corna di renne. Ça va sans dire che l’albero di natale dovrebbe già essere montato, le luci intermittenti ben posizionate intorno alla ringhiera del balcone e la corona di agrifoglio appesa sulla porta d’ingresso. Per un Christmas total effect sarebbe il caso di indossare anche un maglione con la renna ricamata (avete presente Mr.Darcy del Diario di Bridget Jones?). Chi vuole strafare può controllare la app del meteo per verificare quando è prevista la neve. Solo quando tutta la scenografia casalinga è sistemata si può schiacciare il tasto “play”.

La trama è presto detta: nelle settimane precedenti il Natale, a Londra si intrecciano nove-storie-d’amore-nove. Di tutti i tipi d’amore.

C’è l’amore di una sorella per un fratello disabile, quello nato tra le scrivanie dell’ufficio, quello mai dichiarato per la moglie dell’amico, quello sprecato, quello inaspettato, quello acerbo e adolescenziale, quello tradito. E che dire di quello un po’surreale e esilarante tra due comparse di film porno?

Il lieto fine in un film di Natale che parla d’amore è obbligatorio, anche se dipende dal punto di vista sull’argomento; da quale parte della trincea siamo o ci siamo trovate nel tempo. Perché diciamocelo: a tutte è capitato di sputtanarci per amore, di soffrire per chi abbiamo amato in silenzio, di scoprire un tradimento tanto più devastante quanto meno annunciato o meritato, ma a volte siamo state noi le traditrici, le insensibili all’amore altrui, le egoiste che hanno chiesto tanto e restituito poco.

Non si sa quante abbiano scoperto nella tasca di un cappotto il regalo del proprio marito per un’altra, ma possiamo immaginare che tante si siano nascoste in una stanza a piangere tutte le loro lacrime per un dispiacere per poi uscire dopo aver cancellato la riga di mascara, rabberciando un sorriso e dicendo “non è niente” a denti stretti, per non rovinare la festa agli altri. O che molte abbiano trascorso la vigilia di Natale sole, ad aspettare qualcuno che festeggiava in famiglia e, forse, con una scusa, le avrebbe raggiunte soltanto a Santo Stefano. Quando tutti i regali sono già stati scartati e del Natale restano soltanto gli avanzi. E non solo di cibo o di carte e cartoni.

E se il pianto di Emma Thompson è talmente magistrale che viene voglia di singhiozzare insieme a lei pensando a tutte le nostre delusioni, il culo di Hugh Grant che si dimena ballando sulle scale è un toccasana anche per le più morigerate.

Un altro momento da rivedere ogni volta con la lacrimuccia all’angolo degli occhi è la  dichiarazione d’amore con i cartelli che si conclude con “To me, you are perfect”. Si vabbé, lei e Keira Knightley ma se a noi non è ancora successo, cosa ci impedisce di sognare che un giorno ci possa capitare? Forse il fatto che tra gli uomini che conosciamo quasi nessuno avrebbe voglia di tagliare cartoni e scrivere a pezzi una frase di senso compiuto, possibilmente carina?

E’ questo il bello dei film romantici a Natale: che ci fanno credere che se ci siamo comportate bene durante l’anno, quasi tutto sia possibile . Insomma, che l’amore sia all around, davvero

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2 Commenti

  • Gabriella ha detto:

    Ripesco questo articolo e ne ringrazio l’autrice. Perché questo film me l’ero perso e mi ero ripromessa di vederlo alla prima occasione. E ieri sera eccolo lì, su una rete che di solito bypasso con un filo di snobismo. Il Natale è passato, ma l’armamentario è ancora in giro x casa, quindi – tisana alla mano, candele accese (alla vaniglia va bene lo stesso?) e cane di fianco a me sul divano – me lo sono guardato. Anche perché… Colin Firth e Hugh Grant in una botta sola mica ce li vogliamo perdere?… È andata come doveva: mi sono divertita, ho apprezzato il lato B dell’improbabile primo ministro, ho sofferto con sua sorella e ho versato lacrime sulla dichiarazione dell’amore segreto.
    Un film non imperdibile, ma che di questi tempi mi ci voleva proprio.
    Grazie!

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