Diamoci delle arie

Riunioni di lavoro con colleghi sudaticci o eventi mondani nei locali di tendenza, aperitivi su terrazze milanesi o pizze con le amiche nei dehors di Torino, grigliate su spiagge pugliesi, feste di compleanno in nascosti giardini di città o chiacchiere sotto il cielo stellato all’Isola d’Elba….quest’estate non c’è evento che non preveda l’uso del ventaglio di ordinanza. Lo richiede il caldo torrido , lo impone la tendenza chic.

Ogni signora oltre i quarantacinque anni ne possiede almeno due o tre, in fantasie e materiali differenti da variare a seconda dell’occasione e dell’abito. Dalle borsette escono ventagli kitsch recuperati ai mercatini, antichi ricordi della nonna, ventagli ergonomici di design scandinavo acquistati su internet e ventaglietti simil-giapponese in bambù e tela trovati da Muji. Più rari perché scomodi quelli “a paletta”, che richiedono l’uso di una borsa abbastanza grande. Sono naturalmente ambitissimi quelli regalati dagli stilisti alle sfilate (un’ottima occasione per avere un oggetto griffato Valentino o Dior a costo zero) ma vanno anche bene quelli con il logo di una banca o di una casa farmaceutica forniti a un congresso.

Costoso o regalato, in carta, in plastica o in tessuto il ventaglio ci dà un’allure chic, un fascino d’altri tempi ed è una validissima alternativa al cellulare in caso di tempi morti nella conversazione: sventolarsi invece di guardare Instagram è decisamente più elegante.

L’antico uso di farsi aria ha una sua versione invernale molto in voga tra le frequentatrici di teatri e sale da concerto che per tutta la durata dello spettacolo si sventolano senza ritegno con le locandine e i programmi di sala. Dopo un breve ripasso dei personaggi e interpreti e una rapida lettura della critica le spettatrici meno giovani approfittano dei cartoncini gratuiti e poco ingombranti per mitigare le vampate e tenersi sveglie in caso di programma particolarmente noioso. A fine spettacolo l’improvvisato ventaglio può essere poi comodamente riposto in borsetta e gettato nella differenziata appena arrivate a casa.

Liberato dall’associazione con le immagini delle damine dei secoli passati e di Marta Marzotto in caftano e ventaglio, non è più l’oggetto intorno al quale grandi nomi come Goldoni, Oscar Wilde e Puccini hanno costruito intrecci di tradimenti e gelosie. Nessuna lo sostituisce al cellulare come mezzo di comunicazione attraverso una serie di gesti codificati: chi ha mai saputo o ricorda che un ventaglio aperto o chiuso in un certo modo oppure tenuto con la mano destra o appoggiato a una guancia ha significati erotici ben precisi?

Grazie a Karl Lagerfeld, che per un lungo periodo non ne faceva mai a meno, il ventaglio è diventato un accessorio di tendenza. Senza considerare che ha una sua innegabile utilità quando non si può disporre di un adeguato impianto di aria condizionata.

Sfoderiamo quindi i nostri ventagli, signore:  il modo più elegante di fronteggiare estate e vampate.

Photo credit: Getty Images

 

 

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