La ragazza che sono stata

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La ragazza che sono stata odiava i suoi capelli “ondulati”. Non ricci, non lisci: una stupida via di mezzo sempre in disordine. Ma amava le sue lentiggini perché così tante, le aveva solo lei, o forse anche Piperita Patty.

La ragazza che sono stata voleva essere Jo March. Come tutte quelle che non consideravano Cenerentola un modello perseguibile.

La ragazza che sono stata ha letto Il gabbiano Jonathan Livingston e Il giovane Holden. Ovviamente.

La ragazza che sono stata conosceva a memoria tutte le canzoni di Battisti ma solo fino a Una giornata uggiosa. Perché è l’ultimo 33 giri in cui i testi sono di Mogol.

La ragazza che sono stata amava i Peanuts, BC e Lupo Alberto. E guardava Gulp. Fumetti in TV, ma anche Mixer. E qualche anno dopo Drive In senza vergognarsene una volta invecchiata lontano dagli anni Ottanta.

La ragazza che sono stata aveva una Autobianchi A112 . Blu, con la targa di Cuneo e l’autoradio estraibile ma senza poggiatesta né cinture di sicurezza. E ci ha fatto un sacco di strada.

Perché, per dirla come me la direbbe Indiana Jones(*):

-Non sei più la ragazza che ho conosciuto quasi quarant’ anni fa
-Non sono gli anni, amore, sono i chilometri.

 

 

(*) I predatori dell’arca perduta

13 Commenti

  • Gabriella scrive:

    Ciao, sono appena approdata nel tuo blog, che è anche il primo blog che seguo… quindi conto sulla tua comprensione nel caso mi stessi facendo “una tampa”, come si dice (diceva?) a Torino 😉 ma girellando qua e là mi pare di aver capito che oggi sia il tuo compleanno. E a questo punto:
    scenario A) è così, tantissimi auguri (nel caso, mi sa che siamo coetanee)
    scenario B) non ho capito un tubo e mi sono fatta la tampa. Sorry…

    • admin scrive:

      hai centrato lo scenario A e quindi grazie per gli auguri e per aver iniziato a seguire il blog. Credo proprio che siamo coetanee: “tampa” è una parola rivelatrice…

  • Gabriella scrive:

    nel frattempo ho continuato a leggiucchiare qua e là… Concittadine sì, ma coetanee ni (nel senso che io ho il 5 e non il 6 come terza cifra dell’anno di nascita, però ho il 9 come quarta)…

  • Paola scrive:

    Sei una splendida ragazza Franci, ieri come oggi ! Augurissimi Buon Compleanno !

  • Valerio scrive:

    Ora ho capito che era la tua la A112 targata CN con i fari accesi a mezzogiorno.
    E probabilmente eri tu che tanto tempo fa in Piazza Carducci mi hai chiesto dove fosse Via Tota Cristina, e al mio perplesso…” vorrai dire Via Madama Cristina ” hai ribattuto pronta…
    Oh savia pà ca fusà spusase…
    Se così fosse, erano i primi albori di madamità….
    ‘n suris

  • Gabriella scrive:

    beh, notoriamente quelli targati CN non erano delle lepri al volante… :-))

    La 112 blu l’ho avuta anch’io ma solo come seconda macchina (naturalmente di seconda mano) perché era “di lusso” e quindi da neopatentata dovevo farmi le ossa su una più umile 500 di 10 anni, blu pure quella (ma a quei tempi le facevano solo blu, le auto???). Ricordo ancora la targa: TO B22160. Se qualcuno l’ha vista, chiami la Sciarelli; la vorrei rivedere anch’io.

    Ah, scusate… Ma quand ca l’è stait che Cristina al’è mariase?
    ciao neh!

  • Gabriella scrive:

    Immaginavo… Infatti il parcheggio di Palazzo Nuovo (se parcheggio si poteva definire quella distesa sterrata di buche abbastanza profonde da inghiottire 112 e 500 insieme) era più blu di un accampamento tuareg. Solo qua e là spiccava il verde bottiglia delle 850 e qualche timida 127 color aragosta

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