Prima di Mezzanotte

C’è stato un tempo in cui rientravamo sempre trafelate e i figli ci riservavano sguardi che avrebbero suscitato sensi di colpa persino in Erode. Ci toglievamo le scarpe con un calcio e cercavamo di mettere insieme una cena decente con quello che trovavamo in frigo prima che l’urlo “ciao papà” e la sigla del TG segnassero la fine del tempo a nostra disposizione.

Era tutta una litania di “non posso”, “siamo già usciti ieri sera”, “mi tocca chiamare di nuovo la baby sitter”, “credimi, mi farebbe piacere ma esco tardi dall’ufficio”, ”sarà per un’altra volta”

“No, alle 18,30 proprio non ce la faccio, c’è la riunione a scuola e non si sa mai quando finisce”.

“No, il martedì tocca a me il recupero dalla piscina e poi devo accompagnare a casa anche i compagni di squadra”.

“No, Mario ha il calcetto e resto a casa con i bambini”.

Facciamo qualcosa mercoledì? I ragazzi sono con il papà… Ah, di mercoledì non succede mai niente? Peccato”. E naturalmente il giovedì, quando succede di tutto, i ragazzini sono di nuovo con mamma. Chi ha inventato il turno infrasettimanale per genitori separati non aveva una vita sociale. O era un sadico.

Poi, all’improvviso, è arrivata la fine del tunnel e non ci sembra vero di poter uscire tutte le sere che ne abbiamo voglia.

Un breve quanto imprescindibile ritocco nel bagno dell’ufficio e può iniziare la routine degli impegni 18,30 – 21,30 . Quelli dove si sgranocchia qualcosa di molto minimal tipo grissini e taralli , si beve un bicchiere di vino o anche due, si dà uno sguardo al motivo per cui si è lì e si fanno commenti appropriati. Al massimo ci scappa una cena “post”, ma di regola alle undici e mezza si è già sotto le coperte con un libro in mano. Ed è perfetto così.

Dalle cinque in poi è tutto un programmare via whats’app: si chiedono precisazioni su orari e indirizzi dimenticati e si pianificano eventuali car sharing per evitare lo sbattimento del parcheggio (abbiamo scarrozzato per anni i figli e i loro amici, cosa sarà mai fare un giro lungo per riportare a casa le amiche?), ma se la cosa diventa troppo complicata ci si vede lì a una certa ora, ognuna con mezzi propri.

Nei periodi di maggiore affollamento social, forse per sopperire ad anni di astinenza,  riusciamo a essere presenti in almeno un paio di posti nella stessa serata, riuscendo ad abbinare la presentazione della collezione primavera/estate in una boutique deliziosa al vernissage imperdibile nell’hangar recuperato, ma talvolta capita che dopo l’anteprima di una mostra qualcuna scappi di corsa al rosario per un anziano parente defunto. Quando si dice la versatilità del tubino nero!

Indossiamo abiti che possono passare dal lavoro all’ “evento” con la sola aggiunta di una sciarpa. Riusciamo a reggere un’intera stagione mondana con un paio di pantaloni neri, due abitini, due giacche, uno spolverino ben scelti e una serie pressoché infinita di sciarpe, completando la mise con scarpe e borse assortite: Inés de la Fressange non ha inventato niente che non sapessimo già.

Da Milano a Marsala, da Bari a Casale Monferrato, da Torino a Udine, da Modena a Roma la compagnia di giro degli aperitivi con evento (o “eventi con bollicine”) può essere più o meno folta e il raggio di azione più o meno ampio, ma ovunque è tutto un brulicare di signore ormai libere da impegni familiari – e con la soglia dell’appisolamento che scatta ben prima della mezzanotte di Cenerentola – che approfittano della socialità da prima serata.

Non mancano gli uomini – accompagnatori o single – che per età e forma fisica non sono più disponibili per la partita di calcetto o per il doppio a tennis. La “quota giovani” è assicurata dagli amici dei figli degli organizzatori,  e gli animali da compagnia sono rappresentati da cani di piccola taglia educati in Svizzera, che non si allontanano dal piede dei padroni nemmeno se qualcuno fa cadere inavvertitamente una mini-tartare a mezzo metro da loro.

I figli trentenni restano a casa inchiodati a  Netflix o  escono più tardi a bere una birra e nel frattempo ci prendono un po’ in giro. “Mamma! Ma esci anche stasera?”

Certo, cari. Ma torniamo presto, non vi preoccupate.

 

La foto è stata scattata ieri sera, alle 19,30 all’aperitivo Welcome Spring della Boutique la Tartaruga in Corso Rosselli 78 a Torino. Due ore dopo ero  sul mio divano, a leggere Murakami.

4 Commenti

  • Gabriella ha detto:

    Il titolo di questo articolo mi ha in prima battuta buttata indietro nel tempo, quando “prima di mezzanotte!” era un diktat da rispettare x non incorrere nelle ire dei genitori… Parlo del secolo scorso, ovviamente, e nemmeno degli ultimi decenni… 😉

    PS: Murakami tipo “Kafka sulla spiaggia”? lo sto leggendo adesso

    • admin ha detto:

      andando avanti torniamo indietro (nel tempo). E naturalmente le cose che si fanno per lbiera scelta non pesano mentre il diktat di tanti anni fa era un invito all’insurrezione! Murakami “Il mestiere dello scrittore”, se voglio imparare meglio farlo da quelli bravi!:-)

  • Gabriella ha detto:

    E insurrezione fu! a 18 anni potevo addirittura tornare all’1!…

    Se lo leggi x tuo delitto personale ok, ma imparare hai già imparato!!!
    Quand’è che vieni a Milano da una madama in trasferta perenne?

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