Questa casa non è un albergo! (o forse si)

La nuova tendenza è che le vacanze si fanno a casa d’altri.

Molte signore, sull’ onda dell’entusiasmo e della moda hanno trasformato in microstrutture ricettive parte delle loro abitazioni troppo grandi situate in qualche posto carino in odore di meta turistica. Per i primi tempi gestire il B&B è uno sbattimento, ma poco per volta ci si fa l’abitudine e quello che sembrava solo un modo intelligente di recuperare almeno le spese di gestione e le tasse sull’immobile diventa per qualcuna un divertente e (abbastanza) remunerativo Piano B.

Per chi dagli anni Settanta non ha mai smesso di fare le vacanze con tutti gli amici  la soluzione è ancora l’affitto della grande villa dotata di tutti i comfort e servizi. Le destinazioni più gettonate sono la Grecia e le Baleari anche se, sull’onda di film francesi come Piccole bugie fra amici si sono riscoperte mete più BoHo come l’Ardéche e Cap Ferret. Questo tipo di vacanza era perfetto quando si avevano bambini piccoli da far giocare tutti insieme, gestiti da un paio di baby sitter il cui onorario veniva diviso tra i genitori. I single si adeguavano e trovavano la cosa anche divertente, ma dopo tre giorni di questa routine salutavano l’allegra e bambinesca compagnia e partivano per Ibiza.  Dopo i Cinquanta e in assenza di figli piccoli queste vacanze sono sostenibili al massimo per una settimana. Oltre si rischia di rovinare amicizie decennali: diciassette anni di Grande Fratello dovrebbero averci insegnato qualcosa…

Le fortunate che dispongono di una grande casa al mare o ai monti (in affitto o di proprietà) con un adeguato numero di stanze e bagni difficilmente riusciranno a sfuggire agli immacabili ospiti estivi.

L’ospite estivo che deve recuperare una débacle sentimentale viene accolto con entusiasmo e affetto: non ci sentiamo di negargli tre o quattro giorni di svago e magari  qualche occasione di nuovi incontri con la segreta speranza che si sistemi presto e se ne vada felice e abbronzato. La controindicazione è che alla nostra età chi viene accolto con tutti i comfort in casa di amici simpatici e altruisti, non sarà assolutamente stimolato a cercare compagnia di altro tipo perciò si limiterà a rimettersi in sesto – sia dentro che fuori – per affrontare le occasioni che si presenteranno sicuramente in autunno. Purtroppo il tempo che gli /le ci vorrà per superare la crisi lo sa solo lui/lei. Potrebbe durare anche tutta la vacanza, ma chi ha cuore di cacciarlo?

Chi in gioventù ha già girato mezzo mondo si ritrova invece in mezzo a una vacanz en famille come non ne faceva dai tempi di sua nonna perciò, dopo essersi sistemato a dovere, emerge la mattina dalle lenzuola con frasi tipo ”allora cosa si mangia di buono oggi?” senza mai proporre di andare a fare la spesa e si piazza davanti alla TV all’ ora di cena, stanco di passeggiate o di nuotate. In fondo quando faceva le vacanze con sua nonna mica gli chiedevano di apparecchiare la tavola! E se poi si sparge la voce che cucinate bene, per il prossimo anno vi conviene andare in vacanza il più lontano possibile (o in un monolocale).

Per una vacanza veramente smart non occorre essere proprietari di grandi yacht e castelli, basta essere sufficientemente amico di chi li possiede. Che in genere è abbastanza ricco da potersi permettere uno staff di persone addette alla qualunque, ma che non può contare su un numero di veri amici disinteressati  sufficiente a riempire la location.  Lo standard di questo genere di vacanze da ospiti è molto alto per il tipo di vita da resort di lusso che si conduce ed è previsto anche un esborso non indifferente per il regalo di ringraziamento. In caso di poverata si rischierebbe di non essere invitati nello chalet di St. Moritz per il prossimo Capodanno.

Poi ci sono i parenti. Che in forza della loro parentitudine pianificano “a prescindere” un passaggio a casa vostra, magari come tappa defatigante (5 giorni) nel trasferimento tra il Salento e il Tirolo oppure perché rimane “scoperta” una settimana nelle vacanze dei figli che, si sa, non devono annoiarsi nemmeno un minuto da metà giugno a metà settembre.

Non si aspettano un invito, ci contano. Oppure, a seconda del grado di parentela, lo chiedono senza mezzi termini: “Pensavo di venire da te dal…al… che ne dici?” senza aspettare la risposta. Non si fermano nemmeno di fronte a problemi di sovraffollamento, disponibilissimi a suggerire sistemazioni sul divano letto in salotto. In cui, per senso dell’ospitalità, si dovranno naturalmente sistemare alla bell’e meglio i padroni di casa.

In tutto questo baillamme si devono poi considerare la spesa e la cucina nonchè la quantità di biancheria da letto e da bagno da lavare e stirare dopo ogni cambio di ospite. Fatta eccezione per i proprietari di yacht e castelli, tutte le altre lo fanno da sé oppure sono costrette ad avvalersi di servizi a pagamento perciò un’ estate a gestire tutto questo andirivieni  diventa un po’ faticosa, sotto tutti gli aspetti.

Ah, dimenticavo. Ovviamente i figli, che non facevano vacanze con noi dalla notte dei tempi, proprio quest’anno hanno deciso di regalarci la loro presenza, ovviamente con i rispettivi fidanzati e fidanzate, animaletti da compagnia e migliori amici che non sanno dove andare.

...tanto c’è posto, vero mamma?

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