Trent’anni dopo. Il mio Salone del Libro

1988, la prima volta.

Ventotto anni e un lavoro in casa editrice. L’emozione era quella di quando pensi che un giorno potrai dire “io c’ero” ma non avevo avuto abbastanza faccia tosta per portare a casa qualche souvenir che sarebbe diventato storico, come la valigetta in plastica trasparente o la felpa dei volontari ( i mitici “felpini” ) con il logo verdeblu. Nelle pause di lavoro allo stand compravo compulsivamente di tutto, anche quello che non avrei mai letto. Pagamento in contanti, il Pos non lo avevano nemmeno i grandi editori.

Alla terza edizione ci ho portato laMarghe. Faceva parte della mia idea di educazione: se a una bambina di due  anni e mezzo fai capire che cosa sono i libri, forse da grande non si droga. O forse si droga lo stesso, ma sapendo chi è Proust. Il passeggino Chicco era comodo per trasportare gli acquisti e il catalogo. La nostra foto allo stand Einaudi – con gli orecchini in puro stile anni 80 e Marghe un po’ irrequieta – è della mitica Peppa Anaclerio (gli Einaudiani sanno chi era). E visto che non c’erano gli smartphone mi sto ancora chiedendo perché cavolo avessi portato la macchina fotografica!

Quando la creatura è stata in grado di camminare abbiamo istituito la tradizionale visita del venerdì con il passaggio allo stand di Geronimo Stilton e la merenda con qualche schifezza dei bar. Poi il sabato e la domenica stava con papà: è stata una regola non scritta della separazione e nemmeno per questo è caduta vittima della droga. Né io dei sensi di colpa.

Al giro serale con le amiche ( le sodali lettrici Susanna, Luisa, Patrizia, Daniela!) erano riservati gli imprescindibili Adelphi, Feltrinelli, Einaudi, Neri Pozza, Marsilio ,…Sempre negli stessi padiglioni, agli stessi incroci di corridoi. Alle presentazioni si andava in ordine sparso, cercando di incastrare gli orari, esattamente come oggi ma senza app, solo il programma cartaceo da farci i circoletti a matita. La spesa veniva risolta il  giovedì mattina e fino alla domenica sera si mangiava quel che c’era. Per anni una collega mi ha fatto avere il pass professionale che continuava per errore ad arrivare a mio nome  in casa editrice anche se non ci lavoravo più da un pezzo. Non finirò mai di ringraziarla per tutti i biglietti che mi ha fatto risparmiare (per inciso e onestà: anche chi aveva preso il mio posto riceveva regolarmente il pass). E anche per la goduria di entrare e uscire quante volte volevo in un giorno.

2017, la trentesima volta. 

Cinquantasette anni. La bambina ne compie trenta e io presento il mio libro Giro vita a #SalTo30.

Domenica 21 Maggio, ore 18,00 padiglione 3 stand S2/T3 Editori del Piemonte (tra la RAI e i bagni). Avete preso nota? Comunque il libro si può acquistare a questo stesso stand anche tutti gli altri giorni, a tutte le ore.

In tutti questi anni il Salone mi ha vista diventare Madama, di fatto e di blog. L’emozione si taglia con il coltello: chissà se i capelli resteranno in ordine, se il trucco reggerà nonostante il caldo dei padiglioni e se non mi si incrinerà la voce proprio mentre attaccherò a leggere “ c’è un momento della vita in cui una donna capisce di avere davanti a sé infinite possibilità… “

Eccola qui, una delle infinite possibilità, care le mie #madamemetropolitane. 

 

BONUS TRACK: laMarghe nel passeggino Chicco modello “SalTo” mentre controlla un catalogo EDT.

2 Commenti

  • Gabriella ha detto:

    Vai tranquilla, sarà tutto perfetto! anche quel filo di voce incrinata se ci sarà (CHE ci sarà, ed è naturalissimo e bellissimo che ci sia, l’emozione è più che giustificata). Mi spiace di non poterci essere anch’io, ma ti aspetto a Milano.
    Un grandissimo in bocca al lupo! (senza che crepi, poverino…)

    • admin ha detto:

      a scanso di problemi sto già facendo le prove davanti allo specchio del bagno. Grazie del sostegno. Ho delle lettrici meravigliose!!

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