Una domenica speciale (cronache dalla quarantena parte seconda)

Oggi è domenica, ma ormai non è più un giorno diverso dagli altri.

Il mondo si sta dividendo tra chi in casa fa torte e chi fa ginnastica. E anche chi fa prima una cosa e poi l’altra perché comincia a farsi strada la consapevolezza che a forza di crostate siamo a rischio obesità.

Quando tutto questo finirà ci sarà di nuovo e come sempre la bella stagione e i vestiti smanicati e la prova costume: non possiamo presentarci con chili di troppo.

Consapevole della necessità della disciplina per non sbroccare in una sfilacciata solitudine senza capo né coda, mi sono auto imposta una routine.

La mattina è dedicata alle attività motorie. Un’ora di ginnastica con le schede preparate dall’ insegnante che invece di accompagnarci al parco per la salutare camminata ci segue a distanza con esercizi per addominali e glutei.

Poi i lavori domestici. Oggi è il giorno delle tende, domani sarà la volta delle fodere del divano e quindi il passaggio della vaporetta sui tappeti, e via così. Salire e scendere la scala per staccare e attaccare le tende è un’attività motoria, così come pulire la stuoia della cucina ginocchioni e con lo spazzolone a mano (avete presente Cenerentola?). La manicure va un po’ a farsi benedire ma dopo cinque minuti si sentono già gli effetti benefici sui tricipiti….Per un attimo ho pensato di sbiancare con la candeggina le fughe delle piastrelle ma ho desistito. Meglio non esagerare.

Quindi le attività all’ aperto. Discesa in cortile a portare la spazzatura e 100 passi per arrivare al supermercato al fondo della via (+100 al ritorno, tanta roba) per comprare un giorno sì e uno no un chilo di arance e il cioccolato fondente. Tutto il resto c’è già: uova, carne, pesce, e soprattutto verdura e frutta, che hanno le vitamine e aiutano il bifidus. Poca pasta, ché il carboidrato induce sonnolenza e gonfia. E se non posso fare moto mi ritrovo con un dirigibile al posto della pancia.

Ore 13: il momento dei TG, quelli nazionali e quello regionale, per avere una finestra su quello che succede, per sapere se questa benedetta curva si ferma o – come si spera- cala; è istantaneo un pensiero alle amiche con figli che studiano o lavorano a Londra, Amsterdam o negli Usa. Chi li ha a Milano sta preoccupata già da qualche settimana.

Nel pomeriggio attività culturali. Tra siti, musei on line e canali tematici ho visto più opere d’arte e incamerato più nozioni di storia in questi giorni che in anni e anni di studio.

Il lusso della lettura a oltranza è diventato una necessità e sul comodino si sta finalmente abbassando la pila di libri da leggere. E se finisce, rileggo anche Anna Karenina compresi i capitoli sulla condizione dei contadini russi, che tempo fa avevo saltato a piè pari.

A metà pomeriggio pausa tè con fiction. Dopo le serie di stagione si ripescano le vecchie puntate della Signora in Giallo e dell’Ispettore Barnaby con confronti in chat tra Fletcheristi e Barnabysti.

Alle 18 c’è il flashmob. La musica, Azzurro e oggi Il cielo è sempre più blu. Vivo in un quartiere dove la partecipazione è ridotta perchè ci sono tanti uffici e pochi vicini, ma tutto serve per sentirsi parte di qualcosa, per aiutarsi a resistere.

Nei tempi morti mi impratichisco con le nuove tecnologie e le videochiamate di gruppo per supplire alla mancanza dell’aperitivo settimanale con le amiche. Ognuna vestita e anche un po’ truccata per fare finta che tutto sia normale, ognuna con il bicchiere e il piattino di taralli, patatine o fette di salame con grissini. Un bicchiere di vino è una mano santa: disinfetta dall’ interno e mette allegria.
Due cose di cui abbiamo bisogno più che mai.

Buona domenica. Lavatevi le mani spesso.

(2.continua)

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