Gli anni passano, il Mondiale resta

1982 Spagna.

ZoffGentileCabriniCollovatiScireaBergomiOrialiTardelliContiGrazianiRossi.

Allenatore è Bearzot, che ricorderò soprattutto per la foto dello scopone con Pertini sull’aereo di ritorno. Le partite sono trasmesse dalla Rai e si guardano a Torino, tutti insieme, sempre.

Finale a casa di chi ha i genitori in campagna per il week end. Noi ragazze guardiamo i mondiali per Cabrini e Tardelli, il resto è accessorio. E Tardelli non ci delude. Ci viene incontro a braccia aperte, i pugni chiusi,  urlando come se stesse venendo incontro a noi, soltanto a noi,  per abbracciarci. Poco importa che stia gridando GOOOOOOOOOL! Lo conserveremo per sempre tra i  nostri ricordi più belli, anche se condiviso con il resto degli Italiani.

Paolo Rossi è carino pure lui, ma Tardelli e Cabrini sono proprio il meglio: e ci piacciono così come sono, senza tatuaggi e senza creste….

Alla fine ci si va a innafffiare alla fontana di Piazza Rivoli, poi Piazza San Carlo, dove ancora si può andare con la macchina, solo per il gusto di rimanerci imbottigliati fino a notte fonda con il clacson inchiodato e il bandierone fuori dal finestrino.

2006 Germania.

Non ricordo esattamente la formazione ma di sicuro l’allenatore è quel gran gnocco di Marcello Lippi. Popopopopopopoooo! Fabio Caressa, che è e resterà per sempre il marito di Benedetta e il cognato di Cristina Parodi, inventa  il tormentone AndiamoaBerlinoBeppe!

Le partite si vedono a casa di chi ha lo schermo più grande, in formazione-tipo e guai a cambiare posto sul divano perchè porta sfiga.  Finale con la Francia a Finale Ligure (Finale al quadrato?) con gli amici e  le finestre aperte dalle quali si sente il commentatore della Rai  esultare una frazione di secondo prima di quello di Sky, con uno strano effetto stereodifferito.

Buffet freddo nell’intervallo e la testata di Zidane ci offre un ulteriore ottimo motivo per avercela con i francesi. Dopo i supplementari vengono i crampi anche a noi e durante i rigori si siluppa un’apnea collettiva che sfocia nell’urlo liberatorio. All’epoca avevo una ypsilon la cui targa era CR976… e naturalmente facevo notare a tutti  che era la data della Vittoria: 9 luglio 2006.

2014 Brasile.

La sigla di inizio partite sembra quella di Un Posto al Sole, con i giocatori che si girano a braccia conserte guardando verso la  telecamera.

Qualcuno ha il cerchietto nei capelli, altri le scarpe di colori diversi, si sa che esiste Balotelli perchè twitta,  Cassano fa il muso perchè non lo fanno giocare, ma quando lo fanno giocare non si vede la differenza. Pirlo e Buffon c’erano già le altre volte:  di loro a Torino sappiamo tutto, ma proprio TUTTO quello che fanno, dentro e fuori dal campo.

L’allenatore è quello che ha introdotto il codice etico e la nazione intera ce l’ha con lui perchè non ha messo Immobile contro la Costa Rica.

Non si sa ancora come andrà a finire e – nel caso – preferisco farmi venire l’ansia solo dai quarti di finale: nel frattempo guardo i risultati al supermercato sotto casa perchè se pareggiamo o vinciamo le partite c’è lo sconto….

 

 

 

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