A che età si scopre che il Principe Azzurro non esiste?

Mia nipote (anni 16) non crede più all’esistenza del Principe Azzurro. Ho registrato questa importantissima informazione passatami da mia sorella e sulle prime non ho dato eccessiva importanza alla cosa, salvo riflettere sul fatto che l’adolescenza è proprio un’età di merda perché inizi a doverti confrontare con la vita reale che è molto diversa da come la immaginavi e soprattutto da quella delle principesse Disney.

Ora, mia nipote pratica con costanza la danza classica e l’equitazione quindi, tecnicamente sarebbe anche pronta, qualora si presentasse all’orizzonte un bel principe alla ricerca dell’ anima gemella, di volteggiare con grazia in un salone da ballo o di saltare in sella con una certa perizia, ma evidentemente questo non basta se all’orizzonte di principi non ce n’è proprio, con o senza predisposizione alla danza, con o senza cavallo.

Tuttavia la ragazza dimostra una certa perspicacia e abbastanza buon senso il che, come zia, mi rende alquanto orgogliosa. Perché io ho delle amiche di più di cinquantanni che ancora non sono arrivate alla medesima illuminazione e credono che il bel prence ci sia – da qualche parte – solo che non ha ancora incrociato la loro strada. E sinceramente son problemi perché adesso bisogna che qualcuno dica loro che è inutile continuare a fare casting e a vagliare curriculum: il protagonista del film che si stanno facendo da anni non-e-si-ste!

C’è da dire a nostra discolpa che le ragazze di oggi, con tutta questa vita sui social e le foto su instagram e le chat, hanno una visione molto più ampia in merito a quello che offre il mercato, sia nella categoria “principe temporary” che “per la vita”. E purtroppo questa conoscenza le porta all’amara considerazione che si devono accontentare di un’offerta molto limitata sia per quanto riguarda la quantità che per la qualità.

Noi abbiamo iniziato con la scoperta che Babbo Natale non esiste e poi abbiamo avuto tutta la vita davanti per accorgerci che anche un sacco di altre categorie di persone non erano così facili da trovare se non al prezzo di una certa dose di impegno, tempo e discernimento. Quanta fatica e quanti anni spesi a trovare vere amiche, brave sarte, parrucchieri che ci facessero il taglio che ci donava veramente o la tinta che non ci facesse sembrare nostra nonna, meccanici che non approfittassero del nostro essere donne!

Abbiamo onestamente vagliato le nostre speranze e i costi che eravamo disposte a sostenere e siamo riuscite a capire chi fa per noi e chi no, ad avere una bella lista di “fornitori di fiducia” di beni, servizi o emozioni (o tutto insieme: io ho una vera amica che è anche una bravissima sarta). Ci siamo riuscite in quasi tutte le categorie tranne che in quella dei Principi Azzurri.

Possibile che quando si tratta di sentimenti non possiamo guardare con realismo quello di cui avremmo bisogno e accettare il fatto che se gli uomini a volte sono deludenti è anche perché le donne hanno troppe aspettative? La passione l’abbiamo già accantonata, perché non pensare di sostituirla con del sano pragmatismo?

Non illudetevi che in questo post ci sia una soluzione al problema, ma vale comunque la pena di rifletterci su. Magari poi sul da farsi possiamo sempre chiedere consiglio a una sedicenne qualsiasi, che di sicuro della questione ne ha capito più di noi.

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