Lo stress del Natale che arriva, in dieci punti

1. Non ne potete più dello spot Vodafone e iniziate a temere che Fabio Volo possa suonare alla porta e autoinvitarsi al vostro pranzo di Natale.

2. Avete letto i consigli di tutte le riviste, i blog (compreso questo) e i quotidiani ma ancora vi mancano alcune idee assolutamente fondamentali per il regalo a persone che di sicuro vedrete nelle prossime dodici ore.

3. Nell’ingresso si accumulano i pacchi di Zalando, Amazon,Yoox e Shoppable con tutti i regali che vostra figlia ha comprato on line per amici e parenti e che si fa recapitare a casa vostra perché da voi c’è la portinaia e da lei no.

4. Ogni sera ci sono almeno tre o quattro aperitivi di auguri. L’aperitivo è una bella invenzione perché nello stesso lasso di tempo in cui una volta si partecipava a una sola cena natalizia adesso si riescono a incastrare almeno tre gruppi diversi. Unica controindicazione è che a mezzanotte avete mangiato solo patatine e taglieri di affettati ma in compenso siete ubriache come alcoliste all’ultimo stadio.

5. Vostra madre vi chiede per la trentesima volta “Dimmi poi cosa vuoi per Natale” (Nota: mia mamma è piemontese quindi usa espressioni idiomatiche come “poi”, “già” e “solo più”).

6. Vostra madre vi chiede di farle il conteggio della tredicesima della colf.

7. Quando uscite la mattina trovate la portinaia sul pianerottolo che lucida la pulsantiera dell’ascensore con l’argentil. Chissà cosa  vorra farvi capire? Tra l’altro, con il superlavoro dei pacchi che le sta dando vostra figlia, la mancia quest’anno dovrà essere pure cospicua, accidenti.

8. Nel bagagliaio dell’auto avete lasciato tutti i regali che devono essere consegnati, così se nei vari giri passate davanti agli indirizzi giusti mettete le quattro luci e scendete un attimo, tra gli improperi degli altri automobilisti. L’importante è evitare di farsi tamponare con conseguente disastro fra bottiglie di barolo e vasi fragilissimi.

9. C’è sempre qualcuno che si fa venire la bella idea della cena con i compagni di scuola. Puntuale come il destino la sta organizzando anche quest’anno e pare brutto dire di no, nonostante nel gruppo ci siano almeno tre o quattro persone di cui non vi importa tanto, anche perché le vedete solo a Natale.

10. Nei negozi c’è troppa gente a qualsiasi ora e siete costrette a fare calcoli complicatissimi per trovare il momento meno affollato per andarvi a comprare anche soltanto un paio di collant.

Tenete duro: ancora una settimana poi sarà tutto finito.

Nella foto:  Nicola de Maria Regno dei fiori: Nido cosmico di tutte le anime, Luci d’artista – Torino

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