madame metropolitane. Il sequel che il mondo aspettava (dopo il ritorno di Mary Poppins)

Se non fai un sequel non sei nessuno. 50 sfumature di grigio sono poche, meglio aggiungere anche le “varianti colore” in rosso e nero; per raccontare la storia di un’amicizia tra donne occorrono 4 tomi; una o due o tre  stagioni di Grey’s Anatomy non sono sufficienti, ce ne vogliono quattordici. O forse quindici o sedici. E dopo 34 anni ritorna Mary Poppins…

E io avrei dovuto farmi bastare un solo libro per raccontare le  signore over cinquanta? Assolutamente no. Signore mie siete così divertenti da osservare, piacevoli da ascoltare, difficili da sopportare, belle da raccontare che non ho saputo trattenermi e anche io ho sfornato il sequel: madame metropolitane.

Il che fa di me una scrittrice recidiva e senza le attenuanti che si riservano alle esordienti. Ma l’argomento, come ben sanno le lettrici del mio blog, è in costante evoluzione nonostante l’età dei soggetti coinvolti e ci sono sempre nuovi spunti degni di essere adeguatamente raccontati con lo stile che contraddistingue noi madame, fatto di garbo, ironia, entusiasmo, leggerezza, moderazione e empatia. Senza dimenticare un pizzico di perfidia abilissimamente dissimulato tra le righe.

Nemmeno questa volta ho scritto un manuale per superare la menopausa: in madame metropolitane racconto che fine abbiamo fatto noi babyboomers, ragiono dello “sfruttamento” che i media fanno delle icone della nostra generazione, commento le coetanee famose, analizzo le vampate e le attività del tempo libero, equamente suddivise tra il binomio divano-copertina e il senso di libertà che si prova quando i figli, ormai grandi, non richiedono più una costante presenza.

Questa vola parlo anche di uomini, delle loro manie e dei dettagli “fashion” di un’ età in cui la calvizie è incipiente e la pancetta fa “tirare” i bottoni della giacca. E dagli uomini alla coppia il passo è breve perciò racconto anche le cosiddette “coppie grigie”, quelle che hanno resistito al passare degli anni e quelle che si sono formate strada facendo,  e della solitudine vista non più come uno stato da cui fuggire ad ogni costo ma come un traguardo faticosamente conquistato e da difendere con ogni mezzo.

Qualche anno fa (il blog ha visto la luce nel 2014, primo libro Giro vita risale al 2016) la mia mission era far uscire le madame da quel cono d’ombra, tristezza e polvere in cui l’avevano relegate Gozzano e quelle noiose banalità sulla menopausa raccontate con l’espressione di circostanza che si sfodera ai funerali. Ricordo che mia figlia mi prendeva in giro quando parlavo di Madama Pride ma oggi che le madamine hanno riempito le piazze e le pagine dei giornali  – dove un mio post ha avuto l’onore di essere ospitato – non posso che essere orgogliosa di fare parte di questa generazione di donne decise e consapevoli e di raccontarle a modo mio.

Sempre in prima persona.

4 Commenti

  • Flavia ha detto:

    Inarrestabile Francesca ! Mi piace l’idea d’ essere divertente da osservare e difficile da sopportare! In effetti ultimamente mi trovo curiosa nella mia normalità e vagamente inacidita dalle mie abitudini di “signorina di ritorno”!
    Sessantenni di tutto il mondo…UNIAMOCI! Mandi

  • Simonetta ha detto:

    Cara Francesca,
    come ti ho detto ieri sera tu migliori ogni giorno che passa e la tua elegante ironia ci regala momenti di leggerezza preziosi !
    Complimenti ancora da una vera madama che …attenzione.. lo è ma non riesce assolutamente a sentirsi tale ! Poi ne parliamo.

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