Mary Poppins ha fatto di noi delle bag-addicted

Mio as-so-lu-to idolo femminile dai quattro anni in poi è stata Mary Poppins. Oltre ad avere obbligato tutti i componenti della famiglia ad accompagnarmi per ben 5 (cinque) volte a rivedere il film mi ero  fatta regalare il disco con la colonna sonora che cantavo a squarciagola con un karaoke ante litteram e desiderare di avere un camino per poter ospitare in salotto Bert lo spazzacamino filosofo che ballava nero di fuligine.

Ma soprattutto ero stata stregata dalla magica borsa in quel so-british tessuto Tapestry (My life has been a tapestry of rich and royal hues/ An ever lasting vision of the ever changing views /A wondrous world of magic in bits of blue and gold /A tapestry to feel and see impossible to hold – Carole King Tapestry).

Chi, se non LA tata, poteva estrarre da una borsa nell’ordine: un attaccapanni a piantana, uno specchio da muro, una pianta con cache pot, una lampada con paralume a frange, scarpe lilla con tacco a rocchetto, uno specchio con manico (2 specchi: come sei  vanitosa, Mary!) vestiti vari e un metro a nastro per misurare i bambini?  Al suo confronto chiunque è una dilettante, anche se nelle nostre borse non si sa mai cosa ci possa finire e soprattutto cosa ne possa uscire e quando.

Secondo Pascal se il naso di Cleopatra fosse stato più corto sarebbe cambiata la faccia della terra, ma cosa sarebbe successo se la borsa di Mary Poppins fosse stata più piccola?

In una clutch ci può stare giusto un poco di zucchero ma intere generazioni di bambine destinate a lasciare il cuore davanti a una borsa in vetrina sarebbero state private della lezione che la fantasia di Pamela L. Travers e  Walt Disney ci hanno regalato: in una borsa ci può stare di tutto, anche pezzi di arredamento piuttosto ingombranti, volendo.

Pensateci:  saremmo cresciute credendo che nella borsa ci debbano stare soltanto il portafoglio, le chiavi di casa e il cellulare, che siano sufficienti una borsa da sera e una da giorno, che la borsa non possa avere  nomi di fantasia o addirittura nomi di donna, che una borsa scura in inverno e una chiara in estate possano bastare, che si possa avere una borsa a tracolla OPPURE una borsa da portare al braccio, che quando qualcuno ti regala una borsa è perché quella che hai si è rotta e deve essere sostituita…insomma, il peggior incubo che potremmo  immaginare.

Per fortuna invece Mary Poppins e la sua borsa hanno regalato a noi bambine degli anni Sessanta (e di tutti i tempi, credo)  un sogno supercalifracgilisticespiralidoso rendendoci definitivamente quelle Prada (o Gucci, o Hermès, o Vuitton…) addicted che oggi non sanno resistere davanti all’ ennesima borsa.

 

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