Ragazze in forma

Per tentare di dare una mossa a un metabolismo che ha talmente rallentato che fra poco si addormenterà come un gatto sul termosifone, si va in palestra.

Avendo superato da tempo la necessità di “farsi vedere” e, anzi, preferendo nettamente la possibilità di mostrare il meno possibile la nostra versione peggiore (cioè quella struccata-sudata) ci andiamo la mattina presto. Ma spesso non siamo sole… e sul tapis roulant a fianco al nostro non è raro trovare qualche trentenne in attesa che aprano i negozi e gli uffici o che viene a smaltire i rimasugli di una gravidanza.

Così è praticamente impossibile fare a meno di notare alcune differenze. Dimenticate le fantozziane magliette sformate e i pantaloni della tuta in felpa grigia, le over-anta si presentano con gli ultimi outfit Nike, nel modello arricchito di qualche “rotolino” intorno al punto vita. Ecchediamine! Non siamo le ultime venute: abbiamo fatto la fortuna di Jane Fonda acquistando le sue videocassette negli anni 80 e  si può dire che le prime palestre abbiano aperto i battenti per noi  che saltellavamo con gli scaldamuscoli fucsia e quindi sappiamo bene come ci si veste per sudare senza sfigurare!

Consce di avere fatto l’abbonamento alla palestra con uno scopo molto preciso, lo ottimizziamo non tanto per il valore economico in sé quanto per poter ottenere il massimo dagli esercizi in termini di “risollevamento”, snellimento e tonificazione, e lavoriamo instancabilmente per un’ora (di più non ce la facciamo) sudando e sbuffando come delle dannate in un girone dantesco e nelle pause al massimo facciamo un po’ di stretching e ruotiamo il collo per dare una sistemata anche alla cervicale.

Per evitare  tracolli l’istruttore ha previsto solo una ventina di ripetizioni per ogni esercizio e pesi al massimo da tre chili, ma questo non  impedisce a tutte le giunture di farsi sentire, come quando cambia il tempo perciò, arrivate a metà, interrompiamo la serie con la scusa di una sorsata di integratore. Naturalmente da domani sentiremo dolori ovunque, anche a muscoli che nemmeno pensavamo di avere…

La nostra colonna sonora è Radio Deejay in sottofondo – che già ci sembra il massimo del gggiovane – o Sky TG24, che così quando usciamo siamo aggiornate, senza dimenticare che per non perdere il filo degli squat li contiamo uno a uno, sussurrando come se fossero il padrenostro il che, aggiunto all’ansimare costante, ci rende abbastanza rumorose.

Il massimo della soddisfazione lo raggiungiamo non tanto quando passiamo da 50 a 100 crunch, ma quando finalmente riusciamo a farli senza che ci rimanga bloccata la schiena, contente di aver capito come usare gli addominali, quei muscoli accuratamente nascosti sotto quella pancetta che ci continuiamo a illudere possa piacere agli uomini, a cominciare dal nostro consorte. Dopo un’ora così ci sentiamo appagate e sicure di aver consumato una quantità tale di calorie che giustifichi il consumo della brioche – rigorosamente vuota e integrale o vegana – al bar di fronte alla palestra.

Intanto le trentenni, con leggings quasi uguali ai nostri, se si esclude il fatto che hanno disegni optical e sono senza “rotolini” in vita (ma dove lo vendono quel modello lì?),  in silenzio, aggiustandosi tra un’ esercizio e l’altro capelli perfettamente a posto e  lucidi come quelli di Chiara Ferragni dello spot Pantene, dotate di auricolari con cui ascoltano la “loro” musica e lo smartphone che ogni tanto squilla per un messaggio hanno sollevato bilancieri da 80 chili, corso a 11 km/ora con pendenza a livello 5  e qualche giovanissima ha pure ripassato gli appunti di un esame sistemati sulla panca a fianco, mentre le neomamme  hanno dato precise istruzioni alla nonna baby sitter a casa, naturalmente senza mai interrompere la corsa e senza ansimare al telefono…

Adoro queste ragazze. Per non dire che, assolutamente, le invidio!

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