Rughe, social media e profili rubati

Oltre all’ età anagrafica e a quella percepita occorrerà aggiungere anche un’età “social”, visto che in rete impazza Face App, che aggiunge, sulle foto delle nostre facce (gratis, nella versione basic) le rughe che si suppone le popoleranno fra 30 anni.

Al netto delle celebrities che devono fare per contratto tutte le peggio scemenze in voga (qualche estate fa si rovesciavano addosso secchiate di acqua ghiacciata, per dire…) mezzo mondo over 50 si sta divertendo a vedere l’effetto che fa essere (più) vecchi, e a postarlo su Facebook e Instagram.

Si scarica la app, si agisce e in pochi minuti voilà, eccoci pieni di rughe. Ma non bastava lo specchio? Le rughe e la pelle cascante sono lì ogni giorno, i menti multipli fanno la loro comparsa a tradimento, i capelli degli uomini si diradano e quelli delle donne si ingrigiscono. E invece di pensare di correre ai ripari vogliamo anticipare i tempi, andare a vedere“oltre”. Anna Magnani diceva: lasciatemi tutte le mie rughe, ci ho messo un sacco di tempo a farmele venire…

Ecco, il tempo. Se mai si volesse trovare un pregio alle rughe sarebbe proprio il tempo che le ha create. Lo stesso tempo che ha formato la nostra personalità, scritto la nostra storia, che ci ha migliorati, peggiorati, resi veri.

Se alle rughe togliamo il tempo resta solo una brutta ragnatela che ci appanna.

Ma tant’è: presi dalla frenesia ci si invecchia ad arte in un minuto, incuranti dei commenti catastrofisti di chi giura che è l’ennesimo modo di quei diavoli della rete per impadronirsi delle nostre vite, di profilarci e quindi spaccarci le palle ogni giorno con annunci pubblicitari ad hoc

Ma sembra che ai più non gliene freghi niente di essere profilato dai Russi (questa volta la colpa sembrerebbe loro) o dai Cinesi di Huawei o dalla Spectre.

In fondo siamo state “profilate” per anni dal vicino di casa, dalla signora dell’ombrellone accanto e dalle amiche di nostra madre senza che ce ne fregasse un bel niente.

Loro, al massimo, si limitavano ad avere di noi la peggior opinione possibile, mica cercavano di venderci un fondo di investimento, un aspirapolvere o l’ultimo best seller.

Photo credit: per la foto di  “oggi” grazie a Alessandro Pession, che quando è stata scattata la foto di “ieri” stava ancora finendo le elementari.

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