Tempi eccezionali, mamme eccezionali

Ma vi siete accorte che mentre eravamo chiusi in casa a cucinare torte e a stare preoccupati per i numeri del contagio ci sono passate sotto gli occhi le feste più importanti? Quelle che già di per sé hanno dentro un significato che questo periodo difficile ha messo in risalto?

La Pasqua, per dire. Che a prescindere dal tipo e dalla quantità di fede che uno possiede, porta con sé un ben chiaro concetto di resurrezione: non stiamo attendendo e richiedendo tutti, ormai da giorni una specie di “resurrezione”?  O il 25 Aprile, che celebra la Resistenza, quella che stiamo praticando da 60 giorni e più, certo di tipo diverso ma nel suo piccolo eroica? E anche il Primo Maggio, la Festa del Lavoro. Quel lavoro che, ormai è chiaro, è una delle più grosse incertezze che ci attendono. Insomma tutte quelle feste che da anni ormai eravamo abituati a considerare solo in relazione alla possibilità di aver un “ponte” abbastanza lungo da spendere al mare, in montagna o in viaggio, tutte cose di cui, al momento, ci è precluso il godimento.

E ora pure la Festa della Mamma.

In questi tempi grami le mamme, con il loro bagaglio di esperienza in materia di cura, assistenza, organizzazione e gestione domestica sono state una colonna dello stile di vita da tinello a cui siamo stati costretti per ragioni di sopravvivenza. Anche chi la mamma non ce l’aveva in casa, ne ha avuto bisogno per qualcosa, fosse pure un consiglio per l’uso corretto della candeggina sui mobili IKEA. E tante mamme grate hanno evitato rimproveri del tipo “mi chiami solo se hai bisogno”.

In questi giorni abbiamo visto e sentito mamme impegnate a cucinare e pulire, mamme lontane che hanno provato tanta nostalgia dei loro “bambini” e “bambine” trentenni confinati in altre città (e che dire delle nonne, che i nipotini li hanno visti solo su uno schermo!? ).

Mamme medico o infermiera, che hanno dormito lontane dai propri cari per diventare anche un po’ mamme di chi soffriva e, a volte, moriva da solo.

Mamme che hanno dato il buon esempio e mamme che hanno trasgredito per consegnare di nascosto una lasagna autocertificata. Mamme talebane che “i figli devono anche annoiarsi” e mamme che rimpiangevano ogni lezione di calcio, musica, inglese, danza a cui avrebbero voluto accompagnare i figli, giurando tra loro stesse che non si sarebbero mai mai mai più lamentate di fare il servizio taxi.

Mamme che hanno ceduto  il computer  per le lezioni da remoto e già che c’erano davano consigli e suggerimenti, con quale piacere degli insegnanti lo possiamo immaginare.

Mamme che dopo i primi giorni di caos e liti hanno messo in chiaro gli orari di utilizzo dei device tra lavoro, scuola, lezioni di pilates e apericall. E li hanno fermamente mantenuti.

Mamme che hanno acquistato on line la qualunque, aspettando la consegna come un tempo le loro nonne aspettavano le lettere del fidanzato dal fronte.

Mamme stressate ma anche mamme compiaciute nel vedere adolescenti resistere con fermezza sapendo che se sono così il merito beh… è anche un po’ della mamma.

Mamme anziane che reggono bene, altre più fragili, che curiamo come fiori di serra e incrociamo le dita, mamme giovani che vorrebbero, qualche sera, un po’ di privacy, mamme con i capelli diventati più lunghi e più grigi, mamme da festeggiare, quest’anno più di sempre.

Con un pensiero, con un messaggio, con un fiore, con la foto del geranietto sul balcone, con un dolcetto fatto in casa,  con l’Azalea della Ricerca AIRC che si compra on line per evitare assembramenti nelle piazze, con un pacco arrivato in anticipo perché con i corrieri non si può mai sapere,  che apriremo domani, ma intanto si sbircia da quale negozio o sito arriva (il mio è quello nella foto, è ho già visto che arriva da un posto TOPPPISSIMO, grazie Marghe!). Chi può, e chi la mamma ce l’ha a portata di mano, anche con un bacio, magari attraverso la mascherina per non rischiare.

Questi son tempi eccezionali, abbiamo bisogno di persone eccezionali. Come le mamme.

BUONA FESTA A TUTTE LE MAMME