Week end alternativi

In questa estate che – almeno a Torino – sembra non iniziare mai,  la madama che non vuole passare il weekend chiusa in casa al mare o in montagna perchè altrimenti tanto valeva restare in città, organizza dei weekend alternativi a tema cultural-ecologico-chic.

Bypassate ormai da anni le gite a vedere qualunque luogo oggetto dell’interesse del FAI o le mostre su Mantegna a Mantova, Van Gogh a Genova e Carrà a Alba – perchè “le mostre più interessanti ormai le fanno tutte a Torino” – e dato che le fiere di arte contemporanea a Basilea o Bologna sono già passate o ancora da venire,  la madama smanetta su internet o compra in edicola apposite pubblicazioni per scovare curiosi eventi a distanza massima di 3/4 ore  d’auto dove farsi accompagnare dal marito-driver che dimostra,  per qualsiasi proposta, un inspiegabile entusiastico interesse fino a che punto sincero non è dato sapere.

La stagione degli accoppiamenti dei pescipalla intorno all’ isola di Bergeggi, il controllo dell’allineamento dei cipressi a Bolgheri, la conferenza sulla collocazione delle angoliere inglesi dell’Ottocento nei trulli di Alberobello, la fioritura della lavanda in Provenza, le grigliate di pesce e crostacei fra le colline del Canavese, i corsi di cappa e spada in Guascogna  – riservati però a chi ha un ottimo livello di francese parlato – o  i concerti di vecchie glorie del rock al Festival Collisioni sui bricchi delle Langhe: non c’è limite alla creatività da week end.

Comunque non fatevi fuorviare dalle apparenze: week end del genere non si improvvisano. Bisogna avere una sana madamitudine alle spalle, fatta di ottima cultura, buone letture certificate dalla apposita tessera di appartenenza al Circolo dei Lettori, gusto per le cose belle, pollice verde, coscienza ecologica, senso del politicamente corretto e soprattutto un adeguato guardaroba che –  a partire dalle Hogan di ordinanza – deve comprendere alcuni capi must come : 1 . la giacca impermeabile di Aspesi modello per la mezza stagione. Se avete solo il piumino invernale correte ai ripari, ricordandovi però che il modello che vi serve non viene MAI messo in saldo  2. pantaloni modello new york con spacchetto o bermuda, rigorosamente beige  3. camicia o polo bianca 4. pashmina per attacchi di cervicale che sono inevitabili,  dovendo restare per ore al freschetto nella piazza di Barolo ad ascoltare James Ellroy o i Deep Purple.

Se la meta è più marina – tipo i pescipalla di Bergeggi – la camicia può essere sostituita da una t-shirt di quelle un po’ scivolose e morbide , che non segnano. Top a braccia scoperte solo si sono fatti  palestra o pilates per tutto l’inverno.

Il week end si completa con pranzo nel ristorante di cui tutti parlano – così se ne può parlare con tutti  – e giretto in centro del capoluogo più vicino per guardare due vetrine, che magari ci scappa il saldo.

 

 

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