“APRIAMO UN B&B” IS THE NEW “ MAMMA MI COMPRI UN CANE?”

UNA STORIA CHE SI RIPETE DA QUANDO I NOSTRI BAMBINI DESIDERAVANO UN QUATTROZAMPE VIVO FINO A OGGI, CHE SONO DIVENTATI GRANDI ESPERTI DI GESTIONI IMMOBILIARI REDDITIZIE. CON LO STESSO FINALE SEMPRE.

Una volta era “mammamammamamma mi prendi un cucciolo?”. Ripetuto fino all’infinito con una varietà di toni e altezze che andavano dall’acuto alla Pavarotti alla lamentazione da coro greco.

Cercavano di metterci in competizione con altri papà e mamme che, presi dalla disperazione o forse solo più deboli di nervi, avevano ceduto: “hai visto che a (un nome a caso degli amichetti) hanno regalato un cane per il compleanno?”

Adducevano melense motivazioni meritocratiche: “papà, mamma, visto che quest’anno sono stato bravo/a e ho sempre tenuto in ordine la mia cameretta pensate che Babbo Natale mi porterà un cucciolo?”

Creavano faide familiari: “Nonna ha detto che se non me lo comprate me lo regala lei” (tanto la nonna mica lo tiene in casa sua il cucciolo e intanto incassa il premio nonna del decennio).

Da parte nostra abbiamo cercato di corromperli: “guarda, il cane no ma se sarai molto buona ti compro la casa di Barbie, il camper di Barbie e la seconda casa al mare di Barbie (nella versione maschile era la pista delle macchinine che faceva tutto il giro dell’appartamento, lavanderia compresa).

Ci siamo inutilmente e fascisticamente arrabbiati: “adesso basta, con ‘sta storia! Perché? Perché lo dico io!”.

Li abbiamo ricattati mettendo l’asticella a livelli assurdi: “se non hai la media del dieci e mezzo in pagella, mangi tutti gli spinaci e abbassi il tuo record a rana di 5 decimi di secondo non se ne parla”.

Qualcuno ha tenuto duro, altri hanno cercato fallimentari situazioni di compromesso ripiegando su criceti, pesci rossi e pitoni da appartamento, animali a cui per divertirsi e fare i propri bisogni bastano una gabbietta con la ruota, una boccia di acqua pulita con una pianta di plastica o una teca a prova di evasione.

Molti hanno ceduto. Sono quelli che da vent’anni almeno due volte al giorno scendono a “pisciare il cane” con qualunque condizione metereologica, con l’ora solare e quella legale, con ogni stato d’animo.

C’è chi con coscienza fa almeno un giro dell’isolato, altri non superano un raggio di quattro metri dal portone di casa. Una volta nella vita sono stati entusiasti della scelta: quando durante il Covid la bestiola era il lasciapassare per una boccata d’aria.

Comunque sia, costretti o consenzienti sono poi quelli che quando il cucciolone ormai decrepito si riempie di acciacchi soffrono, è proprio il caso di dirlo, come delle bestie.

Ma i cani invecchiano, quelli che se ne sono occupati per decenni (cioè noi) imbiancano e i figli crescono. E son sempre lì a farsi venire idee bellissime, grandiose, interessanti, e/o redditizie che però prevedono sempre una bassa manovalanza genitoriale. Proprio come quando, dopo un mese al massimo di convivenza col cucciolo hanno cominciato a disinteressarsene allegramente e l’incombenza è passata a papà e mamma.

Oggi la nuova ideona è: facciamo il bed and breakfast. Tutto comincia con un piccolo appartamento magari ereditato dalla nonna (quella che già non si faceva i cazzi suoi ai tempi del cane).

Mamma e papà avrebbero voluto metterlo a reddito con un bel contratto lungo e non pensarci più, al netto delle solite rogne con gli inquilini. Invece no. Come se fossero tornati all’infanzia, ricominciano la tiritera.

Saccenti: “Ma siete scemi? Così poi l’inquilino non ve lo levate più dai piedi nemmeno se non paga il canone”.

Di nuovo a fare paragoni “Tizio (lo stesso migliore amichetto dell’infanzia, quello che aveva avuto il cane, mannaggia a lui) con gli affitti brevi guadagna un botto e se si stufa ha l’appartamento di nuovo a disposizione”.

Ci toccano sull’amor proprio “Dai, siete ancora giovani, questa è la nuova frontiera del reddito immobiliare, non potete non essere al passo con i tempi”

E anche stavolta, perché siamo invecchiati e la forza di opporsi è molto diminuita, perché poi in fondo al cane ci eravamo tanto affezionati, perché non vogliamo apparire dei retrogradi che non danno spazio alle nuove generazioni e perché pensiamo che magari, forse, hanno ragione, cediamo.

Così loro smanettano su pc e spolliciano sui telefoni iscrivendosi a piattaforme, prendendo prenotazioni, gestendo recensioni, tariffe e questure e spulciano l’estratto conto (loro) sulla app della banca senza spostarsi dalla sedia. E noi controlliamo le pulizie passando il dito sopra i mobili, consegniamo chiavi, verifichiamo che ci sia una dotazione minima di comfort e la cassetta del pronto soccorso, che l’estintore sia carico e che il rilevatore di fumi non si attivi ogni volta che si mette a bollire l’acqua per la pasta, sostituiamo lampadine fulminate, mettiamo cioccolatini e capsule del caffè a disposizione degli ospiti in un andirivieni continuo.

Un gran movimento, insomma. Massì dai, cosa non si fa per mantenersi al passo con i tempi. Così quelli che avevano comprato il cane tanti anni fa (e che nel frattempo per tristi ragioni ne hanno uno nuovo) ne approfittano per farlo passeggiare un po’.

E per chi ha scelto un gatto il bed breakfast è il giusto contrapasso per tante serate di fusa sul divano al calduccio sotto la copertina.

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