SOFFRO DELLA SINDROME DI GERTRUDE

DOVE SI SITUA IL SOTTILE CONFINE TRA LA DISPONIBILITA’ E LA ROTTURA DI CO….? PERCHÉ LA MONACA DI MONZA NON CI HA INSEGNATO NIENTE?

Dove passa il filo rosso che separa l’offrire volontariamente anche cinque dita di una mano a qualcuno che si prende tutti e quattro gli arti?

Se esiste una risposta a questo dilemma io non la conosco, perché sono una di quelle persone che alla richiesta di un favore rispondo cortesemente di sì di botto, senza rendermi conto che non ho il tempo, la voglia o magari la capacità di fare quello che mi si chiede.

Di conseguenza entro breve me ne pento amaramente almeno nel cinquanta percento dei casi. Immagino che le percentuali siano variabili e direttamente proporzionali a seconda delle persone. Cioè che, tipo se una fa yoga in teoria dovrebbe essere più propensa a inserire il fatto in un’ottica più ampia di adesione di sé all’universo in una sorta di empatia cosmica, qualunque cosa significhi.

Quelli bravi subodorano da subito il trappolone e giocano d’anticipo con frasi del tipo “sto passando un periodo di merda”, “mille cose da fare”, “non ho più tempo per niente” e via di questo passo in modod da inibire sul nascere ogni richiesta.

Beninteso non si sta parlando di bisogni primari, necessità contingenti o migliori amici ai quali si concede tutto perché prima o poi o forse mai ricambieranno e se anche non ricambiano restano i nostri migliori amici lo stesso. Qui si parla di semplici conoscenti che approfittando del tuo lavoro o di una tua conoscenza ti chiedono se per caso… potresti mica…

La maledetta buona educazione ci spinge quantomeno ad ascoltare e una volta ascoltato non si può più fare finta di niente altrimenti nel migliore dei casi si passa per scortesi, nel peggiore per carogne.

Se si fosse abili e velocissimi nel ragionamento a questo punto bisognerebbe calcolare alla velocità della luce quanto in realtà ci importi passare da stronza con qualcuno che evidentemente ci usa come un tram su cui salire per arrivare dove vuole.

Io, che sono la regina dell’esprit de l’escalier, quella particolare qualità che ti fa venire in mente la battuta giusta solo quando sei già sulla strada di casa, non ci riesco praticamente mai.

Il vero problema è che soffro della sindrome di Gertrude, quella che diceva solo dei sì, ma dimentico sempre come è finita la sventurata.

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6 Comments

  1. says: ALESSANDRA Comazzi

    Ah, come la capisco sorella. D’altronde, Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia. Quindi, mia bella, sei sulla strada giusta! 🥰

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