Faccia a faccia

Arriva. Prima o poi arriva. Quella mattina in cui ti guardi allo specchio e la persona che vedi non assomiglia per niente alla te stessa che avevi in mente.
Generalmente accade d’inverno, quando la pelle assume un colore tra il grigiostanco e il grigiotopo e il capello, affranto dallo smog, increspato dalle giornate di pioggia, elettrizzato dall’aria secca e depresso dai cappelli di lana antifreddo reclama a gran voce un pellegrinaggio urgente dal parrucchiere.

Cominci a chiudere la bocca “a broncetto”poi la distendi in un sorriso da clown poi di nuovo broncetto, poi a destra e a sinistra: una specie di codice a barre si materializza sul labbro superiore.
Passi alla parte superiore e non riesci a capire se è peggio la ruga verticale in corrispondenza del naso oppure quelle orizzontali che escono quando sollevi le sopracciglia, tranne che una è una ruga intellettuale e le altre sono rughe da scema. Meglio la ruga intellettuale, del tipo “ho talmente tanti pensieri che non ho tempo di preoccuparmi per le rughe”.

Occhi: un reticolo di rughette infinitesmali e mannaggia a te che non vuoi usare gli occhiali perchè “fanno vecchia”, così strizzi gli occhi per riuscire a leggere e il risultato è questo. Con un leggero movimento delle dita dalla radice del naso verso l’esterno tenti l’operazione “distensione occhiaie”, rese se possibile ancora più inquietanti dalla striscia del mascara che per pigrizia non hai tolto ieri sera. E  in un perfido flash back ti ricordi quando la mattina le ombre nere sotto gli occhi erano solo indizio di una serata divertente e di una notte indimenticabile, e ti chiedi da quando non è più così,  come mai non te ne sei accorta.

E cos’è quella riga orizzontale a metà del collo? Mai vista prima. Giuro, ieri non c’era. Ma per questo hanno inventato le sciarpe (per fortuna nell’armadio ce n’è un’ intera collezione), le collane ipertrofiche  e i maglioni a collo alto, e comunque almeno questo  problema può essere rimandato alla primavera.

Mentre ti viene spontaneo canticchiare “La cura” di Battiato ( Supererò le correnti gravitazionali /lo spazio e la luce per non farti invecchiareeee…) lo sguardo scivola sulle mille boccette, scatole, flaconi e bottiglie che giacciono pieni a metà e impolverati sul piano vicino allo specchio e che hanno soltanto ottenuto il risultato di farti spendere un sacco di soldi e accumulare un sacco di punti sulla carta Sephora, per sconti futuri su altri acquisti che dimenticherai presto sullo stesso scaffale,  per pigrizia o perchè in realtà l’unica cosa che vorresti trovare in vendita da Sephora, anche senza sconto, è la tua faccia di prima.

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4 Comments

  1. says: mgrazia

    alla tenera età di 53 anni dovro un’altra volta stravolgere la mia vita: cambiare città, cambiare casa, cambiare lavoro…in situazione di svantaggio e non per migliorare.Per allontanarmi da vicini violenti, intolleranti e soprattutto insostenibili cui auguro quanto prima di raccogliere i risultati dell’odio e del rancore che hanno seminato. Non sono riuscita a trovare alcuna protezione contro la loro violenza. Spero tanto che la vita della piccola città offra più solidarieta ed empatia… Una vita da vecchietta,.. (?) Intanto rughe e rughette proliferano, aumentano, ma oggi, domani e per qualche giorno ancora le priorità saranno altre…….

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