Dirlo con le parole degli altri: l’età matura

Non so se vi capita, leggendo, di imbattervi in una descrizione che rappresenta esattamente quello che state pensando in quel momento, una frase che vi spiega in modo preciso quello che  non riuscireste a dire con parole vostre. A me è capitato con questa pagina de Il calore del sangue di Irène Némirowsky, autrice che amo sia per i romanzi più noti sia per libri e racconti meno conosciuti. Ve la giro senz’altri commenti, mi sembra dica tutto da sè:

Un gruppo di persone in età matura emana un senso di imperturbabilità: i loro organismi danno l’impressione di aver digerito tutte le portate pesanti, eliminato tutti i veleni, e per dieci o quindici anni essi si trovano in uno stato di equilibrio perfetto, di invidiabile salute morale. Sono soddisfatti di sé. Il faticoso e vano lavoro con cui la giovinezza tenta di adattare il mondo ai propri desideri l’hanno già compiuto. Hanno fallito, e ora si riposano. Dopo qualche anno tornerà a invaderli una sorda inquietudine e stavolta sarà quella della morte: essa altererà i loro gusti in modo imprevedibile, li renderà indifferenti, stravaganti o bisbetici, impenetrabili per le loro famiglie, estranei ai loro figli. Ma tra i quaranta e i sessant’anni queste persone godono di un’effimera pace.

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