SANDRA GIABARDO: IL LATO ELEGANTE DELL’UPCYCLING

UNA VENETA-TORINESE CHE HA SAPUTO RENDERE GLAMOUR E ORIGINALI CAPI, PANIERI DI VIMINI E ACCESSORI SEMPLICEMENTE RIVISITANDOLI CON CREATIVITÀ, INTELLIGENZA E TANTA ABILITÀ MANUALE.

La creatività e il buon gusto in una persona le percepisci al primo sguardo, da come si muove, come si veste, dalla sua casa e dal mestiere che si è scelta. E che Sandra Giabardo sia dotata in quantità industriali sia dell’una che dell’altro è assolutamente evidente.

Ben prima di conoscerla avevo avuto indizi della sua arte da meravigliose ceste inalberate dalle amiche chic. Più tardi avrei imparato che si chiamano “coffe” e che l’autrice di simili chicche era una veneta (le cui origini si intuiscono dall’accento morbido) trapiantata a Torino e innamorata della Sicilia.

Infatti le coffe in origine altro non erano che dei panieri di vimini che i contadini siciliani usavano per sfamare il bestiame, riempiendole di fieno e avena a cui Sandra aveva aggiunto decorazioni e simboli che nulla avevano da invidiare a Dolce e Gabbana, i “siciliomani” più famosi del mondo, ma distribuiti con un garbo più nordico e understated.

Perché Sandra ha il raro dono di saper aggregare con eleganza abiti, accessori e materiali semplici per trasformarli in elementi di stile, sia che si tratti dei capi che produce e vende o di quelli che indossa.

Tra tutte le coffe prodotte da Sandra con il suo marchio Santaninfa ne ricordo una in particolare: piccola, con un grande limone. Il fatto che se la fosse accaparrata una delle signore più chic della città per indossarla a un matrimonio mi confermava il fatto che fossero molto di più che delle it-bag, che spesso non sono altro che un modo per schermare l’insicurezza dietro un logo a vista e un prezzo esagerato. Le Santaninfa Bags si presentavano come il segnale di un’eleganza inalberata con nonchalance, “à la Jane Birkin”.

Quando siamo finalmente diventate amiche lei era ormai “oltre”, anticipando una tendenza che sarebbe arrivata in seguito e confermata in questi ultimi tempi: i parka impreziositi da ricami e passamanerie e scritte.

Tutte le sue creazioni – anche quelle che sono venute in seguito, dai kimono, ai montoni, alle giacche camicia –  sono pezzi unici fatti a mano con basi e materiali riutilizzati secondo un lavoro di progettazione e di instancabile ricerca che li rende unici come concezione, realizzazione (tutta artigianale) e anche significato.

Ognuno di essi racconta una storia, suggerita dall’utilizzo, dalla provenienza dei capo o dalla persona che lo indosserà (per i capi custom made), anche creando volutamente contrasti. Così su una giacca militare aggressiva Sandra applica un ricamo a mezzopunto e delle passamanerie a disegni infantili e teneri, per un parka destinato ad un’amante dei cavalli riesce a trovare soggetti equini.

Per me, ciclista metropolitana, ha creato un impermeabile arricchito da una frase di Cesare Pavese sulle biciclette da inforcare, ricamata sulla schiena.

E se la cifra di ogni stilista sta nella continua ricerca e sperimentazione senza mai distogliere l’occhio dagli archivi del vintage, come Alessandro Michele insegna, Sandra è una vera designer a tutto tondo, che ama creare soprattutto a tarda sera, mentre ascolta i programmi di Rai Storia, i suoi preferiti.

Con buona pace di chi pensa “posso farlo anch’io con due nastri e tre frange e un patch comprato in merceria”.

Un importante marchio italiano ha tentato persino la replica delle sue giacche-camicia ma usando tessuti stampati in serie invece dei preziosi carré Hermes vintage che usa lei: è proprio vero che quando cominci a essere imitato (ma non eguagliato) significa che hai successo.

Sandra ha i suoi posti, nei mercatini, nei negozi di vintage ma anche alle vendite di beneficenza dove sa di trovare quello che le serve: con il suo “naso” riesce a scovare giacche, stoffe, bottoni, pizzi in cui già vede un possibile utilizzo e quando li trova non ha paura di acquistarne una considerevole quantità, che stipa in tante scatole impilate nel corridoio di una casa che la rispecchia totalmente: elegante, creativa e piena di energia.

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2 Comments

  1. says: Paola Marchetti

    Brava Francesca, un ritratto azzeccatissimo della nostra bravissima e vulcanica amica Sandra ! Evviva Santaninfa !

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