LA TORINESE CHE PROMUOVE UNA FINANZA ETICA E SOSTENIBILE E COMBATTE LE OPINIONI PRECONCETTE DI CUI LE DONNE SONO ANCORA OGGETTO NEL MONDO DEL LAVORO
Non c’è luogo migliore del Caffè Platti per incontrare Valeria Ferrero, Responsabile Marketing, Business Development e ESG Stategy (Environmental, Social, Governance) presso Ersel Banca Privata, nonché referente regionale per la Fondazione Marisa Bellisario.
Il posto lo abbiamo scelto praticamente “all’unisono” e non solo perché comodo a entrambe: il fatto è che tutte e due abbiamo un inguaribile e profondo amore per la Torino vera e nostra.
Non ce ne vogliano gli storici Mulassano, Stratta e Torino, il nuovissimo Scatto, la blasonata Farmacia del Cambio e non se la prendano i ritrovi delle enclave collinari: Platti è la quintessenza della torinesità, con la sua eleganza non ostentata di ritrovo e rifugio per habitué. Proprio qui, dove qualche decennio fa si incontrava la nostra meglio gioventù, ci siamo ritrovate per chiacchierare di Torino, di carriere e di donne.
Torinese orgogliosa da tre generazioni, Valeria ama questa città che ogni giorno sa stupire i suoi stessi abitanti, ma che nonostante tutto è ancora alla ricerca di una nuova vocazione che non sia soltanto quella di città turistica, facendo tesoro di eccellenze come la tecnologia e l’industria aerospaziale, per citare le più evidenti e attuali.
E che finalmente prenda atto che Milano non è né meglio né peggio di noi: è soltanto diversa.
Inevitabilmente, quando si tocca la città che invidiamo per le opportunità che offre, il discorso cade sui temi del lavoro, sulla carriera e sul ruolo delle donne nel mondo della finanza, settore in cui Valeria vanta un percorso esemplare.
Dopo la laurea in economia e commercio ha lavorato per 19 anni in Unicredit, uno dei più grandi Istituti Bancari europei, dove ha maturato un’esperienza nel settore del corporate, raggiungendo la qualifica di responsabile pianificazione e controllo di gestione, per poi avvicinarsi al private banking e quindi al wealth management, approdando infine alla Banca Ersel.
Una scelta di carriera che ha tenuto conto anche della condivisione di valori che forse ai più e ai profani possono apparire lontani mille miglia dalla Finanza con la maiuscola, ma che esistono e che Valeria riconosce come fondamentali, come per esempio il concetto di “restituzione” di benefici e valore alla città e alla comunità. Insomma, una finanza etica e responsabile.
In questa prospettiva si inserisce anche il lavoro che Valeria fa in qualità di responsabile ESG Strategy con la convinzione che l’attenzione a fattori come l’ambiente, il tessuto sociale e la trasparenza non siano soltanto risposte a prescrizioni normative, ma possano avere un concreto impatto positivo e creare valore per la comunità e nel tempo.
Al percorso professionale Valeria affianca da anni anche l’impegno come referente regionale della Fondazione Marisa Bellisario, una rete nazionale di donne che mettono a disposizione energia e competenze per sostenere e valorizzare le donne nelle attività professionali attraverso il dialogo, l’attività a livello legislativo e la sensibilizzazione delle forze politiche e dell’opinione pubblica.
Per poter fornire alle donne e soprattutto alle giovani leve le opportunità di crescita e miglioramento la Fondazione promuove un premio annuale destinato oltre che alle figure già affermate anche alle emergenti e neolaureate.
Valeria ha incrociato questo gruppo per caso anni fa, quando ha letto di un loro convegno all’Hotel Principi di Piemonte e ne ha subito condiviso metodi e finalità, soprattutto per quanto riguarda la lotta agli stereotipi che relegano il lavoro femminile in una dimensione tra il casuale e il “folcloristico” (perdonatemi l’aggettivo, poco ortodosso ma purtroppo realistico).
In un mondo disegnato per gli uomini e in cui gli uomini sono abituati a ragionare e agire secondo i loro metodi e abitudini, il termine “carriera” solo da poco viene associato a un soggetto femminile e si continuano a sprecare commenti ormai stantii sulla difficoltà di lavorare stando sui tacchi senza ricordare la famosa citazione di Ginger Roges che ricordava come nei film musicali lei facesse non solo i medesimi passi di danza di Fred Astaire ma li faceva sui tacchi a spillo e pure all’indietro (perché naturalmente era Fred a “condurre”).
Valeria e tutte le donne della Fondazione lavorano proprio perché si guardi finalmente oltre i tacchi e ai tailleur e si riconoscano e valorizzino merito, competenze e ruoli, nel nome della prima donna manager italiana riconosciuta e apprezzata a livello mondiale, che non ha mai rinunciato alla sua femminilità e autenticità.
E mentre ci addentriamo in mille esempi di stereotipi di cui siamo quotidianamente testimoni, ci concediamo un ultimo caffè che Valeria, con la sua eleganza così torinese e la nonchalance dei veri habitué di Platti ordina “macchiato come lo sa fare Piero”. Benvenuti nella vera Torino, signori miei.

Leggerti è il miglio modo di iniziare la giornata! Grazie Francesca
Antonella
Al solito interessante e frizzante il tuo articolo, Francesca! Tu sai che anche noi “ragazze Lorenzoni” siamo contro gli stereotipi di genere e ci diamo da fare per continuare con le nuove generazioni a promuovere questa mentalità anche attraverso lo sport. Continua anche a raccontarci la Torino che amiamo con l’occhio della provincia e anche alla Provincia. Buona estate! Silvia Brizio
Grazie Silvia, gli stereotipi devono essere combattuti in ogni “campo”. Brave a tutte voi