Lettera aperta a Miriam Bartolini

Gentile Signora Bartolini,

non la conosco personalmente ma non ho potuto fare a meno di notare – e con me anche alcune decine di migliaia di italiani – che le è capitato quello che succede spesso a noi signore di mezza età: quando siamo preoccupate per qualcosa “gonfiamo”.

Quando ho avuto lo stesso problema me lo ha fatto notare per prima laLuisa – amica di quelle vere, che ti dicono tutto ma proprio tutto, le cose belle e quelle sgradevoli – aiutandomi a capire le ragioni – interne – e gli effetti – esterni – di un disagio che stavo vivendo in quel periodo. Anche Alberto, dopo un’estate effetto balena spiaggiata, usando tutti i riguardi del caso ha introdotto l’argomento facendolo precedere dallo “scusami se te lo dico…” che ci si aspetta tra persone di mondo. Quando è successo a lei invece ci ha pensato Alfonso Signorini senza mezzi termini, urbi et orbi e aggiungendo anche il carico da undici dei consigli non richiesti.

Sono sicura che quando si è accorta – guardandosi allo specchio –  della piega che la situazione stava prendendo  ne avrà di sicuro discusso con un’amica da Cova davanti ad un’alzata di pasticcini, avrà consultato esperti di diete e agopuntura, avrà allestito un intero guardaroba in una taglia superiore. Io, per dire, nell’armadio ho pantaloni neri nelle taglie 42, 44 e 46 da indossare a seconda del volume dell’ area pancia-fianchi.

Mi piace pensare che qualcuno dei suoi figli le abbia detto, come ogni figlio nella sua veste di impietoso giudice: “però mamma, dai…un po’ di ragione ce l’hanno. Non è che in ‘sto momento sei proprio al massimo”. Se lo hanno fatto, pensi che per tante donne normali,  che non possono contare sulla fondamentale solidarietà della Carfagna o della Biancofiore, questo è il miglior motivo per riprendere il controllo, dentro e fuori. Come diventiamo fuori dipende molto da quello che abbiamo dentro ed evidentemente lei dentro, in questo momento tanto bene non sta, mi scusi se glielo dico.

Francamente penso che possa avere meno problemi di altre che devono fare i conti anche con il conto in banca, ma questo riguarda una sfera personale, cioè sono cavoli suoi. Ma anche a lei come a tutte noi girano un po’ le balle se le critiche non sono costruttive ma solo distruttive, se sono gratuite, se hanno secondi, terzi e quarti fini. Purtroppo però,  a differenza della sottoscritta e di tante tante altre madame, lei è un personaggio pubblico, madre e ex moglie di personaggi pubblici, che grazie al  pubblico è quello che è e che al suo pubblico deve anche rendere conto, e questo come attrice lo dovrebbe sapere.

Non si preoccupi di Signorini, gli mandi una foto della sua amata Maria Callas quando, nel ’51,  la sarta Biki la definiva “…talmente, spropositatamente grassa che qualunque cosa indossi non può donarle”. Spero di rivederla fra qualche mese sempre giunonica ma un po’ meno debordante. Se ha bisogno di qualche consiglio e passa per caso da Torino, venga a prendere un aperitivo con me e laLuisa, che ne parliamo.

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