20 domande (quasi) senza risposta

perché alle cene si beve sempre prima il vino che portano gli uomini?
perché giri per ore ma appena trasmettono una canzone che ti piace trovi subito parcheggio?
perché gli uomini sono figli delle donne ma non sono come noi?
perché è così difficile tenere in vita le orchidee ma se lo chiedi a chiunque ti dice che è semplicissimo?
perché a un certo punto dobbiamo rinunciare ai tacchi non per scelta ma per necessità?
perché c’è sempre qualcuno che inizia il dibattito sull’igiene dei taglieri di legno?
perché si ha sempre il sospetto che il regalo di Natale di tua cognata sia un riciclo?
perché i fermi degli orecchini sono sempre più piccoli?
perché gli uomini non sanno caricare la lavastoviglie con un po’ di criterio?
perché esistono donne che sono chic di costituzione?
perché dopo i 50 dell’oroscopo leggiamo soltanto salute e lavoro e saltiamo a piè pari l’amore?
perché non è la fatica che spaventa ma è il recupero che sta diventando sempre più difficile?
perché possiamo restare senza latte ma ci accorgiamo sempre quando sta per finire il lexotan?
perché ci fa sangue Montalbano ma conosciamo solo tipi fatui come Mimì Augello?
perché stiamo un quarto d’ora a riflettere e poi ordiniamo sempre la stessa pizza?
perché è così difficile impilare i Tupperware?
perché pensiamo che il meglio debba ancora venire?
perché non vogliamo ammettere che abbiamo bisogno di una lista per fare la spesa?
perché l’acquisto di un paio di scarpe continua a essere la panacea di tutti i mali?
perché è meglio fare solo domande di cui conosciamo la risposta?

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