CLAUDIA PERUCCIO: IL MESTIERE PIU BELLO DEL MONDO? FARE L’EDITORE

LA TORINESE ALLA GUIDA DELLA CASA EDITRICE CHE TRADUCE E PUBBLICA LE CELEBRI GUIDE LONELY PLANET, MA ANCHE LIBRI DEDICATI ALLA MUSICA, AI RAGAZZI, AL CIBO E TANTO ALTRO.

Se non siete il genere di turista che organizza viaggi con il solo aiuto dell’intelligenza artificiale, comoda finche si vuole ma senza quel tanto di selezione “umana” delle informazioni che rende meno finta ogni esperienza, molto probabilmente – qualunque sia la meta che avete deciso di raggiungere – avrete acquistato, consultato e portato con voi una guida Lonely Planet in italiano.

Sappiate che la guida che avete tra le mani arriva da Torino, grazie alla casa editrice EDT oggi guidata da Claudia Peruccio, che ne è direttrice generale.

La EDT nasce cinquant’anni fa (il compleanno tondo sarà nel 2026) dalla passione di Enzo Peruccio per la musica classica. Era il 1976 e i primi libri furono testi di storia e di didattica della musica, monografie e raccolte di saggi che ancora oggi vengono adottati dai Conservatori in tutta Italia e su cui si sono formate almeno un paio di generazioni di musicisti, docenti, studiosi e appassionati. Anche Il giornale della musica nasce in EDT nel 1985. La sede era romantica, all’ultimo piano di un palazzo affacciato su piazza Solferino: un po’; “scene di vita di Bohème” e molta sabaudità low profile.

Nei racconti spesso un personaggio butta lì l’idea che cambia il corso della narrazione e nella bella storia di EDT a un certo punto un amico grande viaggiatore, innamorato della precisione e della ricchezza delle guide Lonely Planet, e stufo di doversi accontentare della versione originale in inglese, propose un fatidico “E perché non può tradurle EDT? “

“Perchè no?” è stata la risposta e così è cominciato l’inseguimento a Tony e Maureen Wheeler, che essendo gli inventori, i fondatori e la mente delle Lonely Planet erano sempre in giro per il mondo. Finché l’incontro avvenne a New York e – “visti e piaciuti”- le guide sono approdate a Torino.

Breve inciso per chi non lo sapesse…nel 1972 Tony e Maureen Wheeler volevano soltanto fare un viaggio da Londra all’Australia, un anno di pausa, con qualsiasi mezzo possibile e visitando più Paesi possibile. Poi lavorare e risparmiare abbastanza denaro per poter tornare a casa in aereo. Si erano però talmente divertiti che lavorarono non per tornare a casa ma per ripartire e viaggiare ancora e mentre lavoravano scrissero e pubblicarono la loro prima guida raccontando il loro primo viaggio. Non tornarono più in Europa, rimasero in Australia e fondarono la Lonely Planet

Correva l’anno 1992 e insieme alle guide è arrivata in EDT anche Claudia Peruccio, laureata in architettura, che fino ad allora aveva frequentato la casa editrice solo per qualche lavoretto durante gli studi. Una sostituzione di maternità (ce ne sono state davvero tantissime in EDT) e non è mai più tornata indietro. Oggi Claudia dirige questa realtà editoriale indipendente, che occupa una sessantina di persone e si inserisce di diritto nel solco della grande tradizione editoriale torinese.

Il catalogo è amplissimo, con 150 titoli pubblicati in un anno, in media uno ogni due giorni. I libri di musica sono rimasti un pilastro dell’attività ed oltre alla classica oggi si pubblica jazz, contemporanea e world. Le guide Lonely Planet (ormai più di 200 titoli in catalogo), sono state affiancate dalle guide Marco Polo (pubblicate in Germania dalla casa editrice delle storiche Baedeker) e i libri di narrativa, i carnet di viaggio e la saggistica completano la conoscenza del mondo. Dal 2007 si sono aperti ai ragazzi e alla narrativa young adult lanciando il marchio editoriale Giralangolo paladino della parità di genere e della lotta agli stereotipi. Ogni anno poi l’appuntamento autunnale è con la guida gastronomica I Cento che celebra Torino e la sua ristorazione. Al prossimo Salone del Libro fate uno stop al loro stand, datemi retta.

Come se non bastasse, otto anni fa dagli uffici trasferitisi nella meno romantica ma post industriale via Pianezza, è uscita l’idea di un festival ed è nato Ulissefest, una festa del viaggio nomade e itinerante come sono i veri viaggiatori. Incontri, laboratori, concerti e spettacoli dove si alternano scrittori, viaggiatori, giornalisti, attori e musicisti.

“Il mondo dei viaggi – racconta – dopo la pandemia è cambiato profondamente, come sono cambiate le guide e anche le destinazioni ma quando apri una guida fatta bene e scritta da autori che fanno quello di mestiere hai sempre l’esperienza e il punto di vista di chi ti sta raccontando qualcosa di quel luogo che ha visto veramente e interiorizzato”.

EDT ha poi fatto molto per migliorare le proposte dedicate al mercato italiano. “Una decisione importante è stata quella di coprire tutto il territorio Italiano, cosa che la casa madre faceva solo in parte con le destinazioni più note a livello mondiale. Abbiamo costruito una grande squadra di autori italiani e abbiamo creato le guide a tutte le regioni d’Italia e a molti territori perché nel frattempo i luoghi un po’ meno noti stavano diventando noti e i viaggiatori riscoprivano anche mete di prossimità. Sono nati così titoli come Treviso e le colline del Prosecco e Viterbo e la Tuscia.

Quest’anno in testa alle classifiche c’è sempre il Giappone, ma anche la Norvegia, Creta, la Sicilia, il Sudest Asiatico e poi le intramontabili: Londra, Parigi, New York, Madrid e anche Valencia.

Le chiedo se è bello fare libri e le brillano gli occhi. È bellissimo” mi risponde “talmente bello che siamo rimasti sempre gli stessi. È un lavoro che come tanti significa entrare in ufficio tutte le mattine e fare il tuo mestiere, che pur sembrando un po’ impalpabile e da sognatore in realtà è molto concreto. I libri li devi lavorare, li devi pubblicizzare, devi portarli nelle librerie, devi avere tutti i processi di qualsiasi altro prodotto, ma quando il libro finito ti arriva tra le mani provi una vera grande emozione. Non credo che lavorare in editoria possa eludere la parte di passione che questo richiede”.

Ci sono tante professioni in una casa editrice, dalla redazione al marketing, dalla grafica al web, dai mestieri più classici ai più moderni e oggi forse colpisce che chi bussa alla porta di un editore poche volte cerca un lavoro redazionale.

“Ma cambierà” E gli occhi le brillano di nuovo, questa volta di speranza.

Join the Conversation

4 Comments

Leave a comment

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.