Istruzioni per l’uso

Capaci tutte a scrivere un blog per trentenni nel pieno della vita sentimentale, procreativa e sociale. Ma provate a farlo per un target praticamente inesistente in rete, cioè quello delle madame!??!!

Le trentenni vivono attaccate al computer, si parlano, organizzano, commentano ogni cosa su Facebook, escono la sera, hanno il problema di cosa mettersi, come truccarsi, hanno maratone a cui partecipare, fidanzati/mariti da amare o odiare a seconda del momento, colore di unghie da scegliere, matrimoni da organizzare,  pance che crescono, figli che nascono, concerti di Ligabue, posti da vedere, teneri e terribili frugoletti che aprono orizzonti di tenerezza e  riempiono la vita di cose da fare o che con frasi buffe ti fanno capire in una frazione di secondo i misteri dell’universo.

Insomma, tanta trippa per gatti. Qualsiasi argomento si metta in rete c’è qualcuna di loro che ci capita su perché loro in rete ci sono GIA’,  bisogna solo aspettare che inciampino nel blog e poi via….a valanga con il passaparola. E avendo una certa pratica del mezzo si scrivono e si commentano, e si affezionano al blog ecc… ecc…e le idee girano.

Questa è la giovinezza 2.0, bellezza!

E tu te la sei giocata in un’era preistorica in cui  scazzi e  felicità  li condividevi al massimo con una decina di persone, e  se volevi farlo in contemporanea le dovevi invitare a cena tutte insieme. Altrimenti uno per volta, al telefono. Con il filo attaccato al muro o con il cordless formato cartone di latte da mezzo litro che ti  portavi dal divano alla cucina.

Alcune mie amiche, le più scafate che magari con il computer ci lavorano, o hanno i figli che forniscono assistenza tecnica,  hanno delle pagine facebook e mi hanno messo un sacco di “mi piace”. Tantissime invece mi hanno detto che mi hanno letto.

UNA volta.

Grazie, care. Vi voglio bene, sono commossa,  ringrazio i giudici dell’ Academy, il regista, il produttore, il truccatore, il parrucchiere: senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile. Ma funziona diversamente. Il bello del blog è che lo puoi seguire, come Un posto al sole, Scandal o Grey’s anatomy.

Allora ho deciso che occorre  un corso di formazione per madame:

LESSON NUMBER ONE:

– un blog è una cosa  che se ti piace come è scritto, se ti diverte, se  chi lo scrive ti è simpatico/a  e la pensa come te  ci puoi anche tornare su, per vedere se c’è qualche nuovo post  (le madame li chiamano “articoli”). Gli argomenti sono vari: io – per esempio – parlo delle cose che mi interessano e che mi fa piacere condividere: stati d’animo, ricordi e  idee tipici  delle madame over fifty, quelle che hanno un grande avvenire dietro le spalle e tanta curiosità per quello che sta intorno.  Insomma: dò  il mio parere non richiesto su un po’ di tutto e mi piace pensare che qualcuna, leggendomi, si ritrovi in una frase, una battuta, una situazione .

– un blog lo puoi mettere fra i “preferiti”, come la camicetta che ti piace tanto, così ce l’hai a sempre a portata di mano. Basta andare sulla stellina in alto sullo schermo, cliccare su “aggiungi a preferiti”, così poi si forma la tendina (madame, non voglio sentire commenti su questa parola!!!!!) con tutti i link che ti piacciono. Quando vuoi aprirlo di nuovo basta cliccare lì sopra così risparmi la fatica di ricordarti il nome, che è sempre la parte più complicata, con tutte le cose che già ci dobbiamo ricordare. E – volendo – ti ci puoi anche iscrivere, così quando esce un nuovo post te lo ritrovi direttamente nelle mail. comodo no? come comprare il vestitino su yoox.

-se un blog ti piace e condividi o non ti piace e dissenti lo scrivi nell’apposita area di commenti che sta in fondo al post, così  inizia una discussione che magari è anche carina e ti fa scoprire persone che la pensano/non la pensano come te o che hanno avuto esperienze uguali/diverse. Personalmente credo che serva anche per allargare gli orizzonti.

Sarebbe bello se tante madame iniziassero a frequentare un po’ la rete, magari cominciando da questo blog, così come inizio è  soft e fanno pratica. Perchè non possiamo restare indietro: basta un attimo e ci ritroviamo come le nostre madri  che ci chiedono aiuto con il cellulare che non sanno usare e così,  quando sentiremo i nostri figli o i politici parlare di blog, di pinterest o di twitter sapremo  di cosa si tratta e in entrambi i casi – sia con i figli sia con i politici – ad avere informazioni di prima mano si sta sempre più tranquilli.

 

 

 

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