Cinque cose che faccio per non assomigliare a mia madre e almeno un paio che mi fanno capire che è assolutamente inutile provarci

“Guarda la madre e vedi come diventerà la figlia” dice un proverbio.
Alcune caratteristiche delle madri sono universali – tipo il fatto che le madri di figlie femmine non siano mai soddisfatte del loro prodotto – altri atteggiamenti o abitudini invece sono diversi da madre a madre, ma tutti ugualmente da evitare come la peste per evitare l’effetto identificazione.

Se avete una madre ipersportiva, di sicuro dopo aver provato da giovane tutti gli sport, oggi passate le vostre giornate a giocare a carte e a cucinare torte.

Se vostra madre tende al sovrappeso, il vostro pasto principale consisterà per tutta la vita in un petto di pollo ai ferri e due foglie di insalata con poco olio.

Se è sempre stata la regina della casa, vi siete cercate un lavoro che vi consente di passare fra le quattro mura domestiche il minor tempo possibile, delegando a chiunque altro tutte le faccende.

Se siete figlie di una signora che fa spontaneamente amicizia con tutti, il massimo della confidenza che vi sentite di dare è appena poco di più che “buongiorno/buonasera”.

Se vostra madre è ipocondriaca, prima di prendere un’aspirina aspettate di avere un martello pneumatico in testa

Io, per esempio…

1. Evito le frasi che fanno scattare automaticamente il senso di colpa. Tipo: “Fosse per te potevo anche essere morta e nessuno se ne sarebbe accorto, l’ultima volta che ti sei fatta sentire era giovedì scorso”.

2. Uso il servizio di piatti regalo di nozze per la tavola di tutti i giorni e le tovaglie ricamate anche se non ho a pranzo l’ambasciatore del Catai. Siamo arrivate alla terza generazione e non abbiamo ancora esaurito tutte le lenzuola del corredo con le cifre della bisnonna e i piatti che nessuno userà mai più perché i decori non reggono il lavaggio in lavastoviglie.

3. Butto le buste non appena ho estratto il contenuto per evitare di riaprirle ad una ad una ogni volta che bisogna cercare un documento.

4. Non tengo la borsa sulle ginocchia le rare volte che salgo in auto dalla parte del passeggero. Le mie borse finiscono regolarmente sul tappetino, ma anche sul pavimento di qualsiasi luogo, cinema, ufficio, sala d’attesa. Per questa ragione mia madre non mi presta mai le sue meravigliose borse che naturalmente sono conservate alla perfezione, a differenza delle mie che hanno vita brevissima, ma ma molto intensa e hanno visto posti strani e cose che noi umani nemmeno ci immaginiamo.

5. Smetto di conversare al telefono quando mia figlia sta chiaramente cercando di tagliare corto perché, dopo aver esaurito il motivo della telefonata, ha altro di meglio da fare.

Ma purtroppo alcuni pericolosi indizi mi fanno pensare che non ci sia modo di sfuggire al destino del “Tale madre, tale figlia”
Perché io, esattamente come mia madre, stendo il bucato “alla piemontese “- cioè con le lenzuola a nascondere la biancheria da sguardi estranei e indiscreti – e metto in ordine la casa prima dell’arrivo della signora che mi aiuta per le pulizie.

Il passo successivo potrebbe essere la regolare lettura dei necrologi.
Quello sarà un segnale inequivocabile.

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10 Comments

  1. says: Ornella

    Ah i maledetti sensi di colpa….quelli si….!!!La fatidica frase a fine di OGNI telefonata: -quando ti vedo?-
    E le lenzuola “belle” del corredo….quelle di lino con i ricami che sono belle solo se stirate alla perfezione… e che sono da periartrite alla spalla….anche in quelle mi riconosco e rivolgo un pensiero di gratitudine alla mia mamma ogni volta che le stiro …..

  2. says: mammagisella

    Ahahahah…. Geniale! Mi ritrovo tantissimo nella descrizione della borsa. Ogni volta che l’ appoggio in terra la gente mi guarda sbalordita! Ma che male c’ è? Comunque è vero…. più facciamo per differenziarci da loro, più alle volte finiamo per assomigliare loro!

  3. says: anna maria mantovani

    Mi sento diversa ma, ahimè, ogni volta che mi guardo allo specchio vedo mia madre. Non resta che rassegnarsi e alimentare i lati buoni.
    Ce ne sarà qualcuno, vero?

  4. says: Raffaela

    Io sono fortunata: mia madre è irraggiungibile nella sua perfezione, ergo non c’è storia così posso vivere tranquillamente la mia imperfezione, ed essere certa che a lei non assomiglierò mai

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